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CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Ufficio del Massimario
 

 

Le Corti Supreme in Europa:
le regole per l’accesso

 

 

 

 Roma, giugno 2008


Indice

 

 

 

1.    Introduzione………………………………………….……..

2.    Germania………………………………………………………

3.    Austria………………………………………………………...

4.    Spagna………………………………………………………...

5.    Francia……………………………………………….………..

6.    Belgio………………………………………………………….

7.    Svizzera………………………………………………………...

8.    Regno Unito…………………………………………………..

9.    Polonia………………………………………………………...

10.  Ungheria………………………………………………………

11.  Romania……………………………………………………….

12.  Svezia………………………………………………………….

13.  Norvegia………………………………………………………

14.  Finlandia………………………………………………………

15.  La giurisprudenza della Corte europea per i diritti dell’uomo…..

 

 

 

 

Redattori:

dott.ssa E. Calvanese (Germania, Spagna, Francia, Svizzera, Regno Unito, Ungheria, Romania, Svezia, Norvegia, Finlandia, Corte europea per i diritti dell’uomo)

dott. C. Celentano (Austria, Polonia)

dott. G. De Amicis (Belgio)

 

1.   Introduzione

Nonostante gli interventi legislativi, anche recenti, mirati a rendere la giurisdizione di legittimità idonea a regolare il servizio giustizia negli ambiti tracciati dagli artt. 102 e 111 della Costituzione, la situazione attuale induce al più vivo allarme, perché la Corte di Cassazione, assegnataria di un ruolo centrale nell’architettura costituzionale delle giurisdizioni superiori, è, al contempo e nondimeno, gravata da uno smisurato carico di ricorsi che rischia di impedire l’espletamento di quel ruolo.

Se, infatti, nel settore penale la riorganizzazione del servizio e l’abnegazione del personale giudicante ancora consentono la definizione, in tempi adeguati, delle impugnazioni proposte (nell’anno 2007 sono stati definiti n. 47.996 ricorsi su 43.810 pendenti), nel settore civile ciò non è più possibile.  Il numero dei ricorsi (n. 102.603 pendenti nell’anno 2007), afferenti alle più disparate materie e sovente implicanti questioni di elevata complessità, nonostante la profonda riorganizzazione intrapresa da poco meno di tre anni e l’adozione di tecniche decisorie snelle, non consente, pur nell’impegno straordinario del personale giudicante e degli uffici (nell’anno 2007 sono stati definiti n. 30.875 ricorsi) di pervenire alle decisioni,  nel rispetto della necessaria  accuratezza richiesta alle pronunzie della Corte di legittimità, in tempi adeguati agli standards di durata europei.

L’accesso indiscriminato, generale, non selettivo alla Corte sta rendendo, infatti, assai difficile – pur con la recente adozione di tecniche e modelli organizzativi di velocizzazione –  perseguire il raggiungimento dei valori del giusto processo, in un arco di tempo ragionevole,  che è assegnato, in primo luogo, alla Corte di Cassazione.

L’inattuazione di tali valori costituzionali, che devono operare alla stregua delle norme precettive ed integrative vigenti in Europa, è un dato del tutto paradossale per una Corte Suprema che – pressoché isolata tra le Corti europee – è destinataria di una richiesta indiscriminata e non selezionata di interventi, consentita dal legislatore italiano in una visione di accesso, per tutti e per tutto, che  rischia di pregiudicare proprio la realizzazione dei valori che pur dichiara di voler perseguire.

Un “sistema” delle Giurisdizioni Superiori – nell’architettura disegnata anche da plurimi arresti della Corte europea dei diritti dell’uomo – può funzionare, nell’interesse dei cittadini, che si attendono interpretazioni autorevoli, certe e sollecite delle norme,  solo se, con saggezza e realismo, si sappia individuare il punto di equilibrio tra l’interesse dei cittadini ad attivare tali giurisdizioni e la concreta possibilità del “sistema” di dare risposte rapide ed autorevoli.

L’assenza di meccanismi di “filtro” in senso stretto sta esponendo l’Italia a sanzioni della Corte europea dei diritti dell’uomo, perché la giurisdizione di legittimità non riesce ad assicurare quegli standard di celerità e di efficienza che, altrove, la selezione delle richieste esaminabili ha reso concretamente  perseguibili.

Com’è stato recentemente ricordato dal Primo Presidente nella relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2007, uno dei principali freni allo sviluppo produttivo dell’Italia è dato dalla lentezza dei processi, che genera incertezza negli scambi e scoraggia gli investitori. L’introduzione di filtri per l’accesso alla Suprema Corte può apportare un contributo di semplificazione: riducendo i tempi del processo e riconducendo l’attività del giudice di legittimità alla sua funzione propria ed istituzionale, essa può costituire un fattore di sviluppo, di crescita e di competitività.

Le allegate schede di analisi sulle attribuzioni e sulle regole che presiedono al funzionamento degli organi di vertice della giurisdizione negli altri Paesi europei offrono alla riflessione dell’interprete alcuni dati significativi.

Il primo elemento di interesse è che il ruolo che i Paesi europei affidano alla Corte Suprema è quello di essere garante della uniforme applicazione e dei diritti fondamentali dei cittadini, non di presentarsi come giudice di terza istanza.

Coessenziale a questa funzione è la previsione, in quasi tutti gli ordinamenti europei, di limiti alla ricorribilità dinanzi alla Corte Suprema dei provvedimenti dei giudici di merito.

Così accade in Spagna, dove le sentenze di merito sono impugnabili dinanzi al Tribunal Supremo, in materia civile, soltanto quando hanno ad oggetto la tutela di diritti fondamentali, quando il valore della causa eccede 150.000 euro o quando la decisione del ricorso presenta un “interés casacional” (che sussiste quando la sentenza impugnata si opponga ad una giurisprudenza consolidata del Tribunal Supremo o riguardi questioni sulle quali esiste un contrasto di giurisprudenza presso i giudici di merito o applichi una norma vigente da meno di cinque anni); e, in materia penale, allorché si giudichi di un reato punito con pena non inferiore nel massimo a cinque anni.

In Germania, il ricorso per revision al Bundesgerichtshof può essere ammesso, in materia civile, soltanto se il giudice di appello nella stessa sentenza impugnata o la Corte Suprema, su reclamo in caso di diniego del primo, hanno stabilito l’impugnabilità della sentenza (Zulassung). Secondo l’art.543 ZPO, nel testo novellato dalla riforma del 2001, l’impugnazione può avere corso quando la questione di diritto sia di importanza fondamentale, allorché l’evoluzione del diritto o la salvaguardia dell’uniformità della giurisprudenza richiedano una decisione della Suprema Corte, o in presenza della violazione di fondamentali principi procedurali. Con tale riforma, il legislatore tedesco sembra avere optato per una soluzione che, nella tradizionale divaricazione tra jus constitutionis e jus litigatoris, segna infine la prevalenza del primo, fondamentale, interesse pubblico, in termini di “nomofilachia” della Corte Suprema.

Non dissimile si presenta il sistema austriaco: in materia civile, il ricorso alla Corte Suprema è assoggettato a limitazioni legate al valore dell’oggetto ovvero all’importanza della questione giuridica trattata, intesa come rilevanza ai fini dei principi dell’unitarietà della giurisdizione o della certezza del diritto, ovvero in relazione all’interpretazione della legge; in materia penale, non è consentito il ricorso avverso le pronunce dei giudici monocratici delle corti provinciali o distrettuali, competenti in materia di reati minori.

Il Regno Unito conosce dal 1934 un filtro per l’ammissibilità del ricorso alla House of Lords: si tratta del leave to appeal, che costituisce una sorta di autorizzazione preventiva, la quale deve essere concessa dal giudice a quo o, in caso di suo rifiuto, dalla stessa Corte Suprema, con la presentazione di una petition. La decisione di dichiarare l’ammissibilità del caso dipende sostanzialmente dal rilievo pubblico generale della questione di diritto sollevata dal ricorso.

Il sistema del leave to appeal caratterizza anche i sistemi svedese, finlandese e norvegese.

In Francia il ricorso per cassazione è configurato come un rimedio straordinario e la Corte dispone di una procedura semplificata che le consente di dichiarare non ammessi i ricorsi, quando sono prima facie inammissibili o non fondati su seri motivi.

In Svizzera il ricorso al Tribunale Federale è previsto solo quando la controversia supera una certa soglia di valore oppure, ove il valore litigioso non raggiunge l’importo determinato dalla legge, se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale, se la legge federale prevede un’istanza cantonale unica, ovvero contro le decisioni in materia di fallimento o di concordato.

Non diverso è il sistema polacco che, nelle controversie concernenti il diritto di proprietà o la materia commerciale, prevede un limite di valore per l’accesso alla Corte Suprema.

I dati numerici – anch’essi presenti nelle analitiche schede di lettura – confermano che la previsione di limiti alla ricorribilità dinanzi alla Corte Suprema, per un verso, evita che quest’organo sia sopraffatto da una eccessiva mole di lavoro e, per l’altro, consente al giudice di legittimità di dare una risposta di giustizia in tempi celeri.

In Spagna, ad esempio, nell’anno 2007 sono stati iscritti a ruolo 3.519 affari civili e 4.199 affari penali, mentre sono state emessi, in civile, circa 6.000 provvedimenti (di cui 1.534 sentenze) e, in penale, 4.500 provvedimenti (di cui 1.125 sentenze). In Germania – dove, in materia civile, tra ricorsi autorizzati e richieste per il leave to appeal sono stati registrati in entrata 3.404 affari – oltre il 50% dei ricorsi viene definito entro un anno.

Emerge, infine, dalla lettura delle schede[1] che le limitazioni all’accesso alle Corti Supreme hanno complessivamente superato il vaglio di costituzionalità e sono state ritenute non in contrasto con le garanzie del “giusto processo” stabilite dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

 

 

2. Germania

 

L'organizzazione del sistema giudiziario della Repubblica Federale tedesca riflette le caratteristiche e le esigenze dello Stato federale. Il potere giurisdizionale è diviso, in Germania, tra i Länder e la Federazione.

Nella giurisdizione ordinaria, che è uno dei cinque segmenti di giurisdizione previsti nel sistema giudiziario tedesco, comprensiva del settore civile e penale, la competenza è divisa, in primo grado, dagli Amtsgerichte (corti locali) e dai Landsgerichte (tribunali regionali), questi ultimi con competenze anche in grado di appello. A decidere in secondo grado sono gli Oberlandesgerichte (corti d'appello regionali). Il Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia) è posto al vertice della giurisdizione ordinaria.

L’impugnazione di ultima istanza è il ricorso per cassazione (“revision”). Si tratta di un rimedio riguardante i points of law, diretto a salvaguardare l’uniformità della giurisprudenza, attraverso la chiarificazione di fondamentali questioni giuridiche. La Corte è vincolata all’accertamento dei fatti come compiuto dai giudici di merito, a meno che si versi in ipotesi di errori procedurali sufficientemente documentati nell’atto di ricorso.

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

1.1        Settore civile: 12 presidenti, 12 vice presidenti, 65 consiglieri (Richter)

1.2        Settore penale: 5 presidenti, 5 vice presidenti, 25 consiglieri (Richter).

2. Numero di Sezioni

              2.1 Civile: 12 Zivilsenate

              2.2 Penale: 5 Strafsenate

Ogni Sezione (senate) è composta oltre al Presidente, da 6 o 7 giudici. L’udienza è tenuta da cinque giudici.

Vi sono poi 8 sezioni specializzate per materia (Spezialsenate), per le questioni notarili, agrarie, riguardanti gli avvocati ecc..

La composizione delle sezioni, stante il principio costituzionale del giudice naturale (art. 101 Abs.1 Satz 2 GG), è stabilita all’inizio di ogni anno giudiziario dal Presiding Committee, composto dal Primo Presidente e da 10 giudici della Corte.

3. Numero dei ricorsi  

3.1 Civile:

Tra ricorsi autorizzati e richieste per il leave to appeal sono stati registrati in entrata: nel 2005 n. 3.233 (di cui 703 per ricorsi autorizzati); nel 2006 n. 3.319 (di cui 700 per ricorsi autorizzati); nel 2007 n. 3.404 (di cui 2.606 per il leave).

3.2 Penale:

Ricorsi per revision ricevuti dalla Corte: nel 2005 n. 2.845; nel 2006 n. 2.863; nel 2007 n. 3.104.

4. Numero di provvedimenti emessi   

              4.1 Civile:

Nel 2005 sono stati trattati 3.190 ricorsi.

La Corte ha concesso il leave: nel 2005 in 301 casi; nel 2006 in 349 casi (13,4%); nel 2007 in 329 casi (13,3%).

La Corte non ha concesso l’autorizzazione: nel 2005 in 2.275 casi; nel 2006 in 2.257 casi; nel 2007 in 2.150 casi.

Circa la durata delle procedure: una durata di circa sei mesi hanno avuto nel 2005 il 6,8%; nel 2006 l’8,3%; nel 2007 il 7,3%. E' stato definito nei 12 mesi nel 2005 il 39,6%; nel 2006 il 39,8%; nel 2007 il 43,3%. Hanno superato l’anno nel 2005 il 53,7%; nel 2006  il 51,9%; nel 2007 il 49,4%.

I procedimenti definiti sono stati complessivamente: nel 2005 n. 3.551; nel 2006 n. 3.391; nel 2007 n. 3.134.

Pendenze: nel 2005 n. 3.678; nel 2006 n. 3.606; nel 2007 n. 3.877 ricorsi.

4.2   Penale:

Nel 2005 sono stati trattati 2.907 ricorsi, di cui circa l’80% sono stati definiti con la procedura di inammissibilità di cui all’art. 349 StPO (ricorsi manifestamente infondati). Nel 2006 sono stati trattati n. 2.936 ricorsi (di cui 2.659 exart 349); nel 2007 n. 2.990 (di cui 2.751 ex art. 349). Nel 2005, almeno il 97% di questi ultimi è stato completato in tre mesi; il 98,1% nel 2006 e il 98,1% nel 2007.

Nel 2006 sono stati trattati n. 2.936 ricorsi (di cui 2.659 ex  art.349 cit.), nel 2007 n. 2.990 (di cui 2.751 ex art. 349 cit.).

Dei ricorsi decisi con il rito ordinario nel 2005, il 60% è stato definito in tre mesi, il 30% in sei mesi; nel 2006 rispettivamente il 70,3% e il 25,6%; nel 2007  l’80,9% e il 17%.

Alla fine del 2005 pendevano ancora n. 412, nel 2006 n. 340 e nel 2007 n. 453 ricorsi.

5. Esistenza di un filtro preliminare

              5.1 Giurisdizione civile

Secondo l’art. 543 ZPO, il ricorso per «revision» può essere ammesso soltanto se il giudice di appello nella stessa sentenza impugnata o la Corte Suprema, su reclamo in caso di diniego del giudice di appello, hanno stabilito l’impugnabilità della sentenza («Zulassung»).

Già nel 1980, la Corte costituzionale aveva ritenuto che l’ammissione dei ricorsi che non presentavano rilevanza di principio andasse rifiutata «solo quando privi di ogni speranza di successo». La Corte costituzionale aveva invero riconosciuto la legittimità della procedura di filtro, purché non finalizzata ad uno scopo meramente deflativo, che avrebbe lasciato affidata al caso l’ammissione di un ricorso, con l’effetto di creare incertezza e imprevedibilità del diritto, oltre ad una disparità di trattamento nella trattazione delle cause.

I casi di ammissibilità dell’impugnazione sono definiti, a seguito della riforma del codice di procedura civile del 27 luglio 2001, entrata in vigore dal gennaio 2002, dal secondo comma dell'art. 543 ZPO:

a)   quando la questione di diritto sia di «importanza fondamentale» o b) quando l’evoluzione del diritto o la salvaguardia dell’uniformità della giurisprudenza richiedano una decisione della Suprema Corte[2].

Sussiste la prima condizione in presenza di una questione giuridica che, da un lato, necessita di un chiarimento e, dall’altro, si può presentare in un numero indeterminato di casi, così da essere rilevante per il futuro.

Relativamente alla seconda ipotesi, si ritiene che sussiste il <<Fortbildung des Rechts>> quando il caso concreto costituisca l’occasione per affermare nuovi principi di diritto in tema di interpretazione di norme di legge ovvero per integrare dette norme quando ne sussista la necessità (sempre che si tratti di fattispecie tipiche o suscettibili di generale applicazione). Nella definizione legislativa sembra riecheggiare e trovare soluzione il tradizionale dibattito continentale intorno alla funzione nomofilattica delle Supreme Corti e ai rapporti tra jus constitutionis e jus litigatoris, dandosi sicura e netta prevalenza al primo.

La necessità della tutela della coerenza della giurisprudenza si presenta invece quando vi sia divergenza tra la decisione del giudice di merito e la giurisprudenza della Corte Suprema (in tale ipotesi sono fatti rientrare gli errori sintomatici nell’applicazione del diritto che incidono in modo rilevante sugli interessi della comunità).

La revisione, come chiarito dalla Corte costituzionale[3], dev’essere altresì ammessa in presenza della violazione di fondamentali principi procedurali (diritto ad essere sentito, diritto ad un processo leale e non arbitrario, diritto al giudice naturale: rispettivamente previsti dagli artt. 103, par. 1, 3, par. 1, e 101, par. 1 della Costituzione). In ogni caso, anche per le ipotesi di errore nell’applicazione della legge processuale, la revision è ammissibile solo se ci si debba aspettare una ripetizione dell’errore dallo stesso giudice o da altri giudici.

Con la riforma del 2001, si è inoltre previsto che, in caso di rifiuto della Zulassung da parte del giudice di appello, possa essere impugnato il diniego davanti alla Suprema Corte (art. 544 ZPO «Nichtzulassungsbeschwerde»), con il limite previsto, in via transitoria sino al 2011, che il valore della causa ecceda i € 20.000 (art. 26, n. 8 EGZPO), non applicabile tuttavia quando il giudice di appello ha rigettato il gravame.

Il sistema di filtro attuato in particolar modo dalla selezione dei casi in base al rilevo generale della questione è stato sottoposto al vaglio della Corte costituzionale che, con sentenza dell’8 gennaio 2004 (1 BvR 864/03), ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 543 ZPO[4]. La Corte ha ricordato che la Costituzione federale non impone la previsione di un meccanismo che garantisca l’accesso all’impugnazione, lasciando invece libero il legislatore di regolare le ulteriori istanze. La Corte costituzionale in merito al rilevo della vaghezza della nozione di «questione di importanza fondamentale», ha giustificato con il breve tempo trascorso il fatto che la Corte suprema non era ancora riuscita a fornire una interpretazione uniforme su tale condizione di ammissibilità dei ricorsi, pur avvertendo che a divergenti conclusioni dovrà pervenirsi qualora la stessa Corte non sarà capace di rendere “riconoscibili”, in termini concreti, le condizioni di accesso[5].

Circa la procedura, la Corte Suprema, come prevede l'art. 552 ZPO, esamina («Zulässigkeitsprüfungse») se il ricorso è autorizzato e se è presentato nelle forme e nei tempi previsti. In caso contrario, rigetta con ordinanza il ricorso, dichiarandolo inammissibile.

Se di norma la Corte suprema è vincolata all’autorizzazione data dal giudice di appello, con una riforma del 2004 si è inteso evitare che di fronte ad una erronea decisione di ammissibilità la Corte stessa dovesse completamente istruire il ricorso. Con l'art.552 A ZPO si prevede infatti chela Corte può emettere, con decisione unanime, un’ordinanza di rigetto del ricorso già autorizzato, se mancano le condizioni di ammissibilità e il ricorso non ha chance di successo.

Un’ulteriore modifica introdotta dal primo gennaio 2005 (art. 544 Abs.7 ZPO) ha semplificato la trattazione da parte della Corte Suprema dei casi di ammissibilità dei ricorsi in cui sia denunciata la violazione del diritto al fair hearing. Non è invero più necessario procedere alla successiva trattazione in un’udienza, in quanto la Corte con lo stesso provvedimento con cui ammette il ricorso, dispone la cassazione ed il rinvio degli atti al giudice di merito.

              5.2. Giurisdizione penale             

Il ricorso dev’essere depositato presso il giudice a quo (art. 345 StPO), che deve valutarne l’ammissibilità sotto il profilo della tempestività e dei requisiti formali (art. 346 StPO). Contro l’eventuale decisione negativa, è prevista la possibilità di investire la Corte ad quem.

Se la Corte ritiene il ricorso inammissibile, può emettere un’ordinanza senza tenere l’udienza (art. 349 StPO). Se è il pubblico ministero a chiederlo, la Corte può all’unanimità dichiarare con ordinanza – a seguito di un contraddittorio cartolare - inammissibile un ricorso manifestamente infondato. Allo stesso modo decide (ovvero con ordinanza senza una pubblica udienza) quando considera il ricorso dell’imputato manifestamente fondato.

 

6. Provvedimenti impugnabili per cassazione

             

6.1 Giurisdizione civile

Sono impugnabili per «revision» tutti provvedimenti emessi in grado di appello dai Landgericht e Oberlandesgericht (art. 542, comma 1 ZPO). A seguito della riforma del codice di procedura civile del 2001, sono stati abrogati i limiti di valore (la revision era consentita solo se l’ammontare della controversia era superiore a DM 60.000 «Wertrevision»).

La riforma ha sostanzialmente inciso sul processo civile, rinforzando il primo grado e ridisegnando in maniera sostanziale i tre mezzi di impugnazione previsti dal codice (l’appello per motivi di diritto e di fatto «Berufung»[6], l’appello di solo diritto «revision» e l'appello misto «Beschwerde»).

Il termine per l’impugnazione davanti alla Corte è di un mese art. 548 ZPO).

Sono altresì impugnabili per “Rechtsbeschwerde” i provvedimenti secondari (in materia di esecuzione, costi, insolvenza, ecc.).

              6.2 Giurisdizione penale

Il sistema tedesco prevede 4 istanze di giurisdizione. A livello di Lander: Amtsgericht, Landgericht, Oberlandesgericht, e a livello nazionale: Bundesgerichthof.

L’Amtsgericht e il Landgericht sono competenti in primo grado a seconda della gravità del reato, il Landgericht a sua volta è giudice di appello per i reati giudicati in primo grado dall’Amtsgericht. L’Oberlandesgericht è competente per i reati contro lo Stato e come giudice di cassazione per quelli giudicati in appello dal Landgericht. Va evidenziato che l’appello è un giudizio di merito ex novo, nel quale il processo viene praticamente ricelebrato.

Contro le decisioni di primo grado del Landgericht e dell’Oberlandesgericht non è ammesso appello, ma solo il ricorso per cassazione davanti al Bundesgerichthof.

Il ricorso per cassazione è ammesso contro le decisioni in grado di appello.

Il termine per depositare un ricorso per cassazione è di una settimana. L’impugnazione ha sempre effetto sospensivo (artt. 316 e 343 stPo).


7. Motivi di ricorso

              7.1. Giurisdizione civile

Motivo generale (Revisionsgründe) di ricorso è la violazione di legge (Gesetzesverletzung) (art. 545 ZPO), che, per espressa indicazione (art. 546 ZPO), consiste nella mancata o erronea applicazione di una norma giuridica. Il ricorso deve comunque riguardare la violazione di una legge o regolamento federale, la cui applicazione deve andare al di là del distretto del giudice di appello[7].

E' ammissibile pertanto solo il ricorso che presenti un interesse generale, nel senso che la questione di diritto sottoposta alla Corte deve eccedere i limiti del caso singolo. Inoltre, l’erronea applicazione della legge da parte del giudice deve presentarsi suscettibile di ripetizioni.

Affinché l’istanza sia accolta, la violazione deve essere in rapporto di causalità con il contenuto della sentenza impugnata[8]. Vi sono peraltro casi in cui il codice considera sempre rilevante una violazione di legge, quali “cause assolute di revisione” (art. 546 ZPO): si tratta di vizi di procedura, quali la non corretta composizione dell’organo giudicante, la violazione del principio di pubblicità, i vizi di competenza, la mancata rappresentanza in giudizio, la mancanza di motivazione, ecc.

I vizi della procedura non possono in ogni caso essere dedotti per la prima volta in cassazione (art. 556 ZPO).

              7.2 Giurisdizione penale

Unico motivo è la violazione di legge (art. 337 StPO), intesa come mancata od erronea applicazione di una norma giuridica.

Anche per la materia penale, il codice individua casi di tipici di violazione di legge (art. 338 StPO), quali la irregolare composizione dell’organo giudicante, vizi delle notificazioni, vizi della sentenza, mancanza di giurisdizione o incompetenza, violazione del diritto di difesa, ecc.

Come per la materia civile, il ricorrente deve specificare le circostanze dalle quali discende la violazione (art.344 StPO).

 

8. Ricorrenti

              8.1 Giurisdizione civile

Le parti devono essere assistite da avvocati specializzati (art.78 ZPO), il cui numero è attualmente di 31 unità.

8.2 Giurisdizione penale

Sia l’imputato che il pubblico ministero possono ricorrere per cassazione. Il pubblico ministero può impugnare sia a vantaggio che a svantaggio dell’imputato.

 

9. Normativa di riferimento

L’art. 19, par. 4 della Legge fondamentale stabilisce che «should any person’s rights be violated by public authority, he may have recourse to the courts. If no other jurisdiction has been established, recourse shall be to the ordinary courts».

Per il resto, la Costituzione lascia al legislatore piena libertà sulla disciplina dei mezzi di impugnazione e dei filtri da introdurre per limitare l’accesso in ultima istanza. Peraltro, tali limiti devono salvaguardare il principio di eguaglianza e del giudice precostituito per legge, il principio ad essere sentito in giudizio e la certezza del diritto.


3. Austria

 

L’art. 92 comma 1 della Costituzione Federale Austriaca statuisce che la Corte Suprema costituisce la Corte di ultima istanza in materia civile e penale. Nell’ambito del sistema costituzionale austriaco la Corte Suprema rappresenta, dunque, la massima istituzione della giurisdizione ordinaria, ma i principi costituzionali di riferimento non impongono che sia assicurata in tutti i casi una garanzia di ricorso alla Corte medesima.

 

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

1.1         Settore civile: 41

1.2         Settore penale: 16

Vi sono inoltre 35 “Assistenti”

 

2. Numero di Sezioni

              2.1 Civile: 11, oltre a quella che svolge funzioni in materia di procedimenti anti-trust.

2.2 Penale: 5

 

3. Numero dei ricorsi  

3.1 Civile: nel 2005 n. 2992; nel 2006 n. 2799; nel 2007 n. 2688

3.2 Penale: nel 2005 n. 712; nel 2006 n. 720; nel 2007 n. 820

 

4. Numero di provvedimenti emessi   

4.1 Civile: nel 2005 n. 2959; nel 2006 n. 2796; nel 2007 n. 2681

4.2 Penale: nel 2005 n. 653; nel 2006 n. 721; nel 2007 n. 793

 

5. Esistenza di un filtro preliminare

Nella legislazione in vigore è dato riscontrare una serie di disposizioni che limitano l’accessibilità al giudizio di legittimità, la cui finalità sembra dettata dalla necessità di evitare che la Corte Suprema possa essere sopraffatta dall’eccessiva mole di lavoro e che sia quindi posta gravemente a repentaglio la sua funzione nomofilattica nei confronti di tutte le corti ordinarie.

              5.1 Giurisdizione civile (Sezioni da 502 a 513 Zivilprozessordnung – ZPO)

Il ricorso alla Corte Suprema è assoggettato  a limitazioni legate al valore dell’oggetto ovvero all’importanza della questione giuridica trattata, intesa come rilevanza ai fini dei principi dell’unitarietà della giurisdizione o della certezza del diritto, ovvero in relazione allo sviluppo del diritto, con ciò attribuendo importanza decisiva al ruolo della Corte nell’evoluzione del diritto e dell’ordinamento.

Il limite all’ammissibilità dell’impugnazione relativamente al valore della causa è inderogabilmente fissato in 4.000 euro.

Al di là di tale limite, l’ammissibilità del ricorso ordinario alla Corte Suprema viene, poi, valutata attraverso un esame compiuto dalla corte di appello, la quale, considerati tutti gli elementi che le disposizioni di legge impongono, emette una formale dichiarazione di ulteriore ricorribilità.

Allorché sia intervenuto il giudizio di ammissibilità, emesso dalla corte di appello, la parte ricorrente non ha l’obbligo di specificare le ragioni per le quali la violazione di legge è rilevante ai fini della tutela dei principi dell’unitarietà della giurisdizione o della certezza del diritto ovvero in relazione allo sviluppo del diritto.

E’ tuttavia contemplato un ricorso straordinario alla Corte, in difetto della dichiarazione di ammissibilità da parte della corte di appello. In tal caso la parte ha l’onere di specificare analiticamente i motivi che, diversamente da quanto indicato dalla corte di appello, rendono ammissibile il ricorso. I motivi devono, comunque, anche in questo caso essere relativi a vizi di violazione di legge che siano rilevanti ai fini della tutela dei principi dell’unitarietà della giurisdizione o della certezza del diritto ovvero in relazione all’interpretazione della legge.

              5.2. Giurisdizione penale             

Va precisato che avverso le pronunce dei giudici “monocratici” delle corti provinciali o distrettuali, competenti in materia di reati minori, non è consentito il ricorso alla Corte Suprema.

Allo stesso modo non è prevista la ricorribilità per tutte quelle pronunce (Beschlüsse) che non possono essere qualificate come “verdetto”, non assistite cioè dal carattere della decisorietà, salvo che non si tratti di decisioni che abbiano leso comunque diritti fondamentali, per le quali è prevista una specifica impugnazione per tale motivo  (Grundrechtsbeschwerde) e salva comunque la possibilità per il Procuratore Generale di proporre ricorso nell’interesse della legge.

 

6. Provvedimenti impugnabili per cassazione

              6.1 Giurisdizione civile

In materia civile la Corte esercita la propria giurisdizione, in punto di legittimità, sulle impugnazioni avverso decisioni delle corti di appello in grado unico, ovvero avverso pronunce delle corti di appello rese in secondo grado, siano esse di riforma o conferma di quelle di primo grado, nonchè avverso decisioni in rito pronunciate sempre dalle corti di appello.

              6.2 Giurisdizione penale

In materia penale vi sono due tipi di impugnazioni proponibili avverso decisioni delle corti. Il primo riguarda le pronunce emesse dalle corti in cui siedono giudici non professionali (Schöffengerichte) od in cui sia presente una giuria popolare (Geschworenengerichte) e che possono essere censurate attraverso un’impugnazione per nullità (Nichtigkeitsbeschwerde), sulla quale è la Corte Suprema a pronunciarsi, anche relativamente alle statuizioni concernenti le pene inflitte e le azioni civili consequenziali. Sono contemplati i ricorsi proposti dal Procuratore Generale nell’interesse della legge e dei diritti fondamentali.

La seconda categoria di impugnazioni concerne l’appello contro le decisioni delle corti provinciali di seconda istanza.

 

7. Motivi di ricorso

              7.1. Giurisdizione civile

In materia civile il ricorso alla Corte Suprema può essere proposto soltanto per motivi attinenti alla violazione di legge, sia sostanziale che processuale, nel mentre non è ammissibile alcuna impugnazione in punto di merito.

I motivi devono, comunque, essere relativi a vizi di violazione di legge che siano rilevanti ai fini della tutela dei principi dell’unitarietà della giurisdizione o della certezza del diritto ovvero in relazione all’interpretazione della legge.

              7.2 Giurisdizione penale

Per quanto concerne i procedimenti penali, sempre ammissibile è il ricorso relativo a vizi procedurali, nel mentre i motivi per interporre il ricorso per nullità, analiticamente enunciati dalla Section 281 del codice di procedura penale - Strafprozessordnung StPO -  riguardano per la maggior parte vizi di legittimità, ma risultano previsti anche un limitato numero di motivi che attengono al merito delle decisioni impugnate.

Il ricorso per motivi attinenti alla certezza del diritto coinvolge, senza dubbio, soltanto questioni di legittimità.

 

8. Ricorrenti

              8.1 Giurisdizione civile

Nel processo civile sono legittimati le parti e, se esistenti, gli interventori.

8.2 Giurisdizione penale

Nel processo penale il ricorso in favore dell’imputato può essere proposto dall’imputato medesimo, dai suoi ascendenti e discendenti, nonché dal suo difensore o dal Pubblico Ministero.

Il ricorso può essere proposto anche contro la volontà dell’imputato nel caso si tratti di minori e la volontà di impugnare provenga dai genitori o dal legale rappresentante.

L’impugnazione a sfavore dell’imputato può invece essere proposta soltanto dal Pubblico Ministero o, in casi limitati, da alcune parti private (Privatbeteiligter), che siano state autorizzate a costituirsi.

L’impugnazione nell’interesse della legge può essere proposto soltanto dal Procuratore Generale.

La proposizione dell’impugnazione per violazione dei diritti fondamentali è consentita alla persona i cui diritti inviolabili si assumono violati.

4.   Spagna

 

In primo grado la giurisdizione, estesa a più municipi, è esercitata nel settore civile in prima istanza dai juzgados de primera instancia. Nel settore penale operano: juzgados de istruccion e de lo penal, juzgados de menores, juzgados de vigilancia penitenciaria. Nelle municipalità in cui non sono presenti ijuzgados de primera instancia e istruccion operano i juzgados de paz. A livello provinciale la competenza è delle Audiencias provinciales, organi collegiali di seconda istanza. Ogni comunità autonoma ha un proprio Tribunal superior de justicia (si tratta di organi posti al vertice dell'ordinamento autonomistico).

Due corti hanno giurisdizione estesa a tutto il territorio nazionale: il Tribunal supremo (corte di cassazione, con competenza estesa alla materia civile, penale, sociale e amministrativa) e la Audiencia nacional (corte nazionale, con specifiche competenze in materia penale, amministrativa e del lavoro).

 

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

1.1 Settore civile: 1 Presidente, 9 magistrati titolari e 4 magistrati emeriti

1.2 Settore penale: 1 Presidente, 13 magistrati titolari e 4 magistrati emeriti

 

2. Numero di Sezioni

              2.1 Civile: non esistono sezioni predeterminate. Il collegio è formato da tre giudici.

              2.2 Penale: come sopra. Il collegio è formato da tre o cinque giudici, a seconda dell’importanza del caso. Secondo un recente provvedimento (2007) della «Junta General de Magistrados», tutti icasi devono essere trattati da sezioni di 5 magistrati.

 

3. Numero dei ricorsi   (i dati statistici sono stati forniti dal Gabinetto tecnico del Tribunale Supremo).

              3.1 Civile: nel 2005, n. 4251; nel 2006, n. 3603; nel 2007, n. 3519.

              3.2 Penale: nel 2005, n. 4355; nel 2006, n. 4345; nel 2007, n. 4.199

 

4. Numero di provvedimenti emessi    (i dati statistici sono stati forniti dal Gabinetto tecnico del Tribunale Supremo).

              4.1 Civile: nel 2005, 1005 sentenze e 4902 ordinanze; nel 2006, 1340 sentenze e 4232 ordinanze; nel 2007, 1534 sentenze e 5.480 ordinanze.

Ordinanze (autos) di inammissibilità: circa il 90% delle ordinanze sono di inammissibilità, pertanto la percentuale rispetto al totale è del 74,48% nel 2005, del 68,19% nel 2006 e del 69,86% nel 2007.

              4.2 Penale: nel 2005, 1698 sentenze e 3732 ordinanze; nel 2006, 1321 sentenze e 3026 ordinanze; nel 2007, 1125 sentenze e 3311 ordinanze.

Ordinanze di inammissibilità: circa il 90% delle ordinanze sono di inammissibilità, pertanto la percentuale rispetto al totale è del 60,77% nel 2005, del 62,11% nel 2006 e del 67,62% nel 2007.

 

5. Esistenza di un filtro preliminare

              5.1 Giurisdizione civile

Nella cassazione civile (al pari di quella che si occupa del contenzioso amministrativo) esiste un primo vaglio sull’ammissibilità del ricorso. Esso è previsto dagli artt. 483 e 485 della Ley de Enjuiciamiento Civil (LEC).

Sono causa di inammissibilità:

- la non ricorribilità della sentenza impugnata,

- la mancanza del ricorso dei requisiti richiesti dalla legge,

- la mancanza di competenza della camera,

- la mancanza di interesse cassazionale per l’inesistenza di un contrasto a giurisprudenza consolidata, per assenza di un contrasto giurisprudenziale o se la norma da applicarsi è vigente da più di 5 anni, o se, a giudizio della corte, esiste giurisprudenza del Tribunale supremo sull’applicazione della norma in questione o su altra anteriore di portata eguale o similare, o esiste sulla questione una giurisprudenza sufficiente.

L’inammissibilità è pronunciata con ordinanza non ricorribile.

              5.2 Giurisdizione penale             

Diverso è il regime. Non esiste un filtro preliminare. La Corte valuta l’ammissibilità e la fondatezza del ricorso (art. 882 LECrim).

L’inammissibilità è pronunciata con ordinanza ed è regolata dagli artt. 884 e 885 della Ley de Enjuiciamiento Criminal (LECrim).

Sono causa di inammissibilità:

1)              la mancanza manifesta di fondatezza,

2)              quando il T.S. ha già dichiarato inammissibili ricorsi sostanzialmente uguali,

3)              se il ricorso riguarda casi diversi da quelli consentiti (artt. 849 e 850 LECrim),

4)              se la sentenza non è impugnabile,

5)              se le allegazioni del ricorrente non rispettano i fatti che la sentenza ha dichiarato come provati o se le allegazioni giuridiche siano in notoria contraddizione o incongruenza con gli stessi, salvo che sia allegato un documento che evidenzi l’errore in tali fatti,

6)              quando non sono stati osservati i requisiti formali per la preparazione e presentazione del ricorso.

L’inammissibilità riguarda circa il 60% dei ricorsi presentati.

 

6. Provvedimenti impugnabili per cassazione

              6.1 Giurisdizione civile

Sono ricorribili per cassazione (art. 477 LEC) le sentenze di secondo grado delle Audiencias Provinciales quando:

1º hanno ad oggetto la tutela civile di diritti fondamentali, salvo quelli indicati dall’art. 24 della Costituzione[9],

2º il valore della causa eccede 150.000 euro,

3º la decisione del ricorso presenta un “interés casacional”, che sussiste quando la sentenza impugnata si opponga a giurisprudenza consolidata del T.S. o riguardi questioni sulle quali esiste un contrasto nella giurisprudenza delle Audiencias Provinciales o applichi norma vigente da meno di 5 anni, sempre che in quest’ultimo caso non esista già una giurisprudenza del T.S. su norme anteriori di contenuto uguale o similare.

              6.2 Giurisdizione penale

Nel sistema attuale (del quale è in corso uno studio di modifica) esiste un triplice regime di impugnazione:

1)              solo ricorso per cassazione: nei casi in cui la pena edittale prevista per il reato sia superiore ai 5 anni di detenzione o 10 di misura privativa di altri diritti. In prima istanza è competente la Audiencia Provincial;

2)              solo ricorso in appello: nei casi in cui la pena edittale è inferiore a quella indicata al punto 1). In prima istanza è competente il Tribunale penale (Juzgado de lo Penal) e in secondo grado la Audiencia Provincial, la cui sentenza non è impugnabile per cassazione;

3) sistema di appello e cassazione: per taluni delitti è previsto il ricorso in appello e di seguito in cassazione. Il collegio è composto da 1 presidente togato e da 9 giudici popolari. In grado di appello è competente il Tribunale Superiore di giustizia.

Sulla base del sistema così descritto, attualmente, salvo motivi di connessione, la Corte suprema si occupa soltanto di reati puniti con pena non inferiore nel massimo a 5 anni di detenzione (o 10 anni se si tratta di pena non carceraria).

             

7. Motivi di ricorso

              7.1. Giurisdizione civile:

Si distinguono le violazioni di legge e le violazioni processuali.

A)              Esiste un unico motivo per le violazioni di legge (art. 477 LEC): violazione di nome giuridiche applicabili per risolvere le questioni oggetto del processo.

B) Le violazioni processuali (art. 469 LEC) si distinguono in:

1º violazione delle norme sulla giurisdizione o sulla competenza per materia o funzionale,

2º violazione delle norme processuali relative alla decisione,

3º violazione delle norme giuridiche che governano gli atti e le garanzie del processo quando la violazione determina una nullità  prevista dalla legge  o è idonea a determinare una violazione del diritto di difesa,

4º violazione, nel processo civile, di diritti fondamentali riconosciuti dall’art. 24 della Costituzione.

Si procede al ricorso straordinario per violazioni processuali solo se il vizio è stato denunciato nelle istanze precedenti. Se il gravame attiene a violazione di diritti fondamentali e ha causato vizi sanabili, deve essere stata richiesta nelle stesse istanze la loro sanatoria.

              7.2 Giurisdizione penale

I motivi di ricorso possono raggrupparsi in tre categorie:

a) violazioni di diritti fondamentali (diritto di difesa, mancanza di motivazione della sentenza, riservatezza, inviolabilità del domicilio, tutela giudiziaria effettiva, ecc., previsti dagli artt. da 14 a 29 della Costituzione). In questo caso, dopo la sentenza della Corte suprema è consentito esperire un ulteriore ricorso (“recurso de amparo”) davanti al Tribunal Constitucional e poi alla Corte europea per i diritti dell’uomo.

b) violazioni di legge: l’art. 849 della legge prevede 2 motivi. Il primo riguarda ogni precetto penale o non, con carattere sostanziale. L’altro riguarda il caso in cui esiste un errore nella valutazione della prova basata su “documenti” che dimostrino l’errore del giudice e non siano in contraddizione con altri elementi probatori. Si tratta dell’unico caso in cui è consentita la valutazione dei fatti provati nella sentenza.

Peraltro, è consentito allegare solo documenti con le seguenti caratteristiche:

-              devono essere documenti che, ai sensi dell’art. 26 del Código Penal, supportino materiale che esprime o incorpora dati, fatti, o descrizione con efficacia probatoria o con altro tipo di rilevanza giuridica,

-              non devono essere documenti del procedimento, con esclusione pertanto di atti che documentino prove raccolte oralmente al processo,

-              devono essere autosufficienti, nel senso che non devono essere completati con altri mezzi di prova,

-              infine, i documenti non devono essere contraddetti da altre prove utilizzate dal tribunale nella adozione della decisione.

C) Violazioni di forma, distinte in vizi del processo e vizi della sentenza.

I vizi del processo, previsti dall’art. 850 della Ley, riguardano:

-              la mancata assunzione di una prova rilevante,

-              l’omessa citazione delle parti per il giudizio orale, salvo che le stesse compaiono all’udienza indicata nella citazione,

-              la decisione del presidente della corte di escludere che un testimone risponda su domande a lui dirette, che sono pertinenti e di influenza manifesta nel processo,

-              la valutazione di una domanda come suggestiva, capziosa e non rilevante, sempre che la stessa abbia importanza per il risultato del giudizio,

-              la decisione del tribunale di continuare il giudizio per le parti comparse in caso di contumacia di altri correi, sempre che esista un motivo fondato che si opponga alla separazione o se è stata dichiarata erroneamente la contumacia.

In ordine ai vizi della sentenza, l’art. 851 della Ley contempla i seguenti motivi:

-              la sentenza non esprime chiaramente i fatti provati o risulta manifestamente in contraddizione con questi o considera come fatti provati concetti, che per il loro carattere giuridico, implicano una «predeterminación del fallo»,

-              la sentenza dichiara che i fatti allegati dalla parte dell’accusa non sono stati provati, senza far riferimento a quelli che risultano provati,

-              la sentenza non risolve tutti i punti che hanno fatto oggetto dell’imputazione o della difesa,

-              la sentenza condanna l’imputato per un delitto più grave di quello contestato, senza che sia stata esperita la procedura di modifica della contestazione ex art. 733,

-              la sentenza è stata pronunciata da un numero inferiore di magistrati di quelli previsti o è stata approvata con una votazione non conforme alla legge,

-              la sentenza è stata pronunciata da un magistrato, la cui istanza di ricusazione, presentata a termini di legge, è stata rigettata.

 

8. Ricorrenti

              8.1 Giurisdizione civile

Possono ricorrere le parti attrici e convenute nel processo.

              8.2 Giurisdizione penale

Possono ricorrere (art. 854 LECrim): il Pubblico Ministero (Ministerio Fiscal), che ha preso parte al procedimento, le persone condannate, i loro eredi.             

Le parti civili (intervenienti nel processo solo per reclamare la responsabilità civile derivante dal reato) possono ricorrere limitatamente alle statuizioni civili.

 

9. Normativa di riferimento e riforme

              9.1 Normativa

L’art. 123 della Costituzione prevede che il Tribunal Supremo, con giurisdizione su tutta la Spagna, è un organo giurisdizionale superiore, in tutte le materie, salvo quanto disposto in materia di garanzie costituzionali.

La Costituzione (art. 53) riconosce al cittadino il diritto al ricorso (recurso de amparo) davanti alla Corte costituzionale per la tutela dei diritti e libertà fondamentali previste dalla stessa Costituzione.

Il ricorso per cassazione civile è regolato dalla Ley de Enjuciamiento Civil, vigente dal 7 gennaio 2000, dagli articoli da 468 a 489.

Il ricorso per cassazione penale è regolato dalla Ley de Enjuiciamiento Criminal, dagli articoli da 847 a 953.

              9.2. Progetti di riforma

Nella passata legislatura, il Consiglio dei Ministri del 14 dicembre 2005 ha approvato e rimesso alle Corti generali il «Progetto di legge organica n. 121 del 1969» per adattare la legislazione processuale alla legge organica del 1° luglio 1985 n. 6, sull’organizzazione giudiziaria, così da riformare il ricorso per cassazione ed estendere il doppio grado di giudizio penale. Dopo le elezioni politiche del marzo 2008, non è dato sapere se tale progetto, che apporta una fondamentale modifica al sistema dei ricorsi civili e soprattutto penali, sarà realizzato.

In penale, tale progetto estende a tutti i reati l’appello. Non solo quindi alle sentenze del giudice penale, ma anche a quelle delle Audiencias Provinciales.

Con l’estensione dell’appello, la Corte suprema assume quindi il ruolo di istanza di unificazione della giurisprudenza in tutte le materie (la funzione del Tribunal Supremo «como órgano jurisdiccional superior y garante de la unidad de doctrina en todos los órdenes jurisdiccionales»), mentre sarà sviluppata daiTribunales Superiores de Justicia «una función casacional en todas las ramas del Derecho Autonómico».

In sostanza, secondo il progetto:

1- l’appello viene esteso a tutte le decisioni di primo grado, così da escludere il ricorso per cassazione dall’esame delle questioni di fatto. Attualmente, la possibilità che in cassazione si valutino le questioni concernenti la valutazione della prova si ricollega: o al meccanismo di cui all’art. 849, co. 2 (quando c’è stato un errore nella valutazione della prova, basato su documenti che da soli dimostrino l’errore del giudice, senza risultare contraddetti da altri elementi probatori); o alla presunzione di innocenza; o mediante la verifica del ragionamento operato in caso di prova indiziaria; o mediante l’applicazione dei canoni stabiliti dal Tribunale Supremo e dal Tribunale costituzionale per assegnare valore a determinati mezzi di prova; o, infine, mediante la revisione in cassazione di sentenze che riguardano elementi interni o sostanziali del reati (ad es. volontarietà di uccidere  o di offendere, destinazione della droga, ecc.).

2- La ricorribilità per cassazione non si estende a tutte le sentenze di secondo grado: sono escluse quelle emesse dalle Audiencias Provinciales per pene che non eccedono i 3 anni.

3- I motivi di ricorso ruotano sul contrasto della decisione con la giurisprudenza del Tribunale Supremo o del Tribunale costituzionale. Peraltro, la violazione di una norma costituzionale è sempre direttamente censurabile per cassazione davanti al TS.

4- E’ limitato il vaglio del TS alle sole questioni di diritto, rafforzandone la giurisprudenza con la previsione del precedente vincolante; si dispone infatti che «i giudici e i Tribunali applichino le leggi e i regolamenti in conformità con la interpretazione uniforme e costante del TS».

 

5.   Francia

 

Sono presenti due gradi di giudizio di merito ed una terza istanza limitata alle sole questioni di diritto. Al vertice dell'ordine giudiziario è posta la Corte di cassazione (Cour de cassation), l'ordine amministrativo è invece sottoposto al controllo del Consiglio di stato (Conseil d'etat).

Il ricorso per cassazione è una impugnazione straordinaria – stante l’originaria funzione politica e non giurisdizionale della Corte di cassazione - limitata alle sole questioni di diritto.

L’art. L 411- 2 del Codice dell’organizzazione giudiziaria prevede infatti che «la Cour de cassation ne connaît pas du fond des affaires, sauf disposition législative contraire» e l’autorizza soltanto a verificare se la legge è stata correttamente applicata ai fatti constatati nella decisione impugnata.

La Corte può essere investita anche da un giudice competente in materia civile sulla base di una domanda (saisine pour avis), diretta a porre una questione pregiudiziale di diritto su materie nuove, che presenti una certa difficoltà e possa riguardare numerosi contenziosi (art. L 151-1 del codice dell’organizzazione giudiziaria e art. 1031-1 e ss. c.p.c.).

 

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

1.1              Settore civile: 1 Presidente, 1 consigliere anziano per ogni sezione, 81 consiglieri, 65 consiglieri referendari, 10 consiglieri applicati.

1.2              Settore penale: 1 Presidente e 1 consigliere anziano, 28 consiglieri e 9 consiglieri referendari.

 

2. Numero di Sezioni

              2.1 Civile: 5 sezioni (di cui una sociale e una commerciale). Ciascuna camera è composta da 1 Presidente, 1 consigliere anziano, da consiglieri e consiglieri referendari. A sua volta la camera è divisa in sezioni. Quando giudica in formazione ristretta (ammissibilità del ricorso), la sezione è composta da tre giudici. In formazione ordinaria è composta da almeno cinque giudici deliberanti, o, su decisione del suo presidente, può deliberare in formazione plenaria, con tutti i membri della camera, quando la decisione riguarda una questione difficile o che potrebbe comportare una modifica della giurisprudenza.

              2.2 Penale: una sezione, composta come sopra.

 

3. Numero dei ricorsi  

              3.1 Civile: nel 2005, n. 18830; nel 2006, n. 19034; nel 2007, n. 18232.

In materia civile, il numero dei ricorsi aveva conosciuto un leggero aumento nel 2006, poi contenuto nel 2007. Quest'evoluzione è stata spiegata dal Primo Presidente con la diminuzione del contenzioso in materia «prud'homal» (contratti di lavoro), a seguito dell'estensione anche a tale settore, dal 2005, della difesa tecnica obbligatoria, da parte degli avvocati abilitati presso il Consiglio di Stato e la Corte di cassazione, che consente a monte di limitare il numero dei ricorsi. Le materie dispensate dal ministero di un avvocato al Consiglio di Stato ed alla Corte di cassazione rappresentano, attualmente, quasi il 50% del contenzioso sottoposto alla Corte di cassazione.

3.2 Penale: nel 2005, n. 7765; nel 2006, n. 9205; nel 2007, n. 7963.

 

4. Numero di provvedimenti emessi   

              4.1 Civile: nel 2005, n. 24776; nel 2006, n. 22461; nel 2007, n. 20354. In materia civile, nel 2007 si è registrata una tendenza alla diminuzione dei tempi di attesa della trattazione di un ricorso (il termine medio delle procedure è di 16 mesi), grazie alla riduzione di ufficio dei termini di deposito delle memorie delle parti ordinata dal Primo Presidente, sulla base dell'art. 1009 c.p.c., applicabile ai casi in cui la natura dell'affare giustifica un esame accelerato. Il termine medio delle procedure penali nel 2007 è stato di 138 giorni.

4.2 Penale: nel 2005, n. 7826; nel 2006, n. 9047; nel 2007, n. 8468.

 

5. Esistenza di un filtro preliminare

Dal 15 giugno 2001, la Corte di cassazione dispone, sul modello del Consiglio di Stato, di una procedura semplificata che le consente di dichiarare non ammessi i ricorsi, senza motivazione, quando sono prima facie inammissibili o non fondati su seri motivi.

Questa procedura di inammissibilità è tuttavia attuata differentemente dinanzi alla Corte di cassazione: il principio del contraddittorio è rispettato a monte, poiché le parti producono le loro memorie, ed il relatore, che redige un documento unico, contenente la relazione ed il parere di rifiuto, è dispensato soltanto dalla redazione di un progetto di sentenza. Questa relazione è comunicata alle parti, che sono quindi poste a conoscenza delle ragioni dell'orientamento di non ammissione.

In materia civile, nel 2007 il 14% delle procedure sono state definite in formazione ordinaria (nel 2006 il 16%, nel 2005 il 18%). Nel 2007 il 32% delle procedure sono state definite con una decisione di inammissibilità pronunciata dalla formazione ristretta (il 32% nel 2006, il 36% nel 2004).

In materia penale, nel 2007 solo il 3% delle procedure sono state definite in formazione ordinaria (il 4% nel 2006, il 5% nel 2005). Nel 2007 il 59% delle procedure sono state definite con una decisione di inammissibilità pronunciata dalla formazione ristretta (il 59% nel 2006, il 55% nel 2005).

              5.1 Giurisdizione civile

L’art. L 131-6 del codice dell’organizzazione giudiziaria prevede che, dopo il deposito delle memorie, i ricorsi sottoposti ad una camera civile sono esaminati da una formazione di tre magistrati («formation restreinte») che appartengono alla camera alla quale sono stati assegnati. Questa formazione dichiara non ammessi i ricorsi inammissibili o non fondati su un mezzo serio di cassazione e decide «quando la soluzione del ricorso si impone». Nel caso contrario, ne rinvia l’esame all'udienza della camera. Tuttavia, il primo presidente o il presidente della camera interessata, o i loro delegati, d'ufficio o su richiesta del procuratore generale o di una delle parti, possono rinviare direttamente il ricorso all'udienza della camera sulla base di una decisione non motivata. Il codice è stato sul punto, da ultimo, modificato con l’Ordonnance n° 2006-673 dell’8 giugno 2006 (non ancora in vigore), che prevede più sinteticamente che la formazione ristretta delibera «quando la soluzione del ricorso si impone» (art. L 431-1), lasciando per il caso contrario, la procedura previamente prevista. La modifica ha in sostanza spostato le disposizioni attualmente presenti nella parte legislativa del codice in quella regolamentare.

Quale ulteriore deterrente, l’art. 628 c.p.c. stabilisce che il ricorrente in cassazione che soccombe o il cui ricorso è dichiarato inammissibile, in caso di ricorso abusivo, possa essere condannato ad un'ammenda civile il cui importo non può eccedere i 3.000 euro e, negli stessi limiti, al pagamento di un'indennità al convenuto.

              5.2. Giurisdizione penale             

L’art. L 131-6 del codice dell’organizzazione giudiziaria prevede che, nel caso in cui la soluzione di un ricorso sottoposto alla camera criminale «sembra imporsi», il primo presidente o il presidente della camera criminale possono decidere di farlo giudicare da una formazione di tre magistrati. Questa formazione può rinviare l'esame dell'affare all'udienza della camera su richiesta di una delle parti; il rinvio è di diritto se uno dei magistrati che compongono la formazione ristretta lo chiede. La formazione inoltre dichiara non ammessi i ricorsi inammissibili o non fondati su di un serio motivo di cassazione.

Con l’Ordonnance n°2006-673 dell’8 giugno 2006 (non ancora in vigore), tali disposizioni sono state abrogate e si prevede che le disposizioni relative alla procedura d'ammissione dei ricorsi siano fissate dal codice di procedura penale (art. L. 431-2). Gli artt. 567-1 e 567-2 c.p.p. già replicano la procedura previamente dettata dal codice dell’organizzazione giudiziaria.

In ogni caso, la Corte di cassazione, prima di deliberare nel merito del ricorso, verifica se l'impugnazione è stata regolarmente proposta. Se ritiene che le condizioni legali non siano soddisfatte, pronuncia, secondo i casi, una sentenza d'irricevibilità o di decadenza (art. 605 c.p.p.). Pronuncia una sentenza di non luogo a deliberare se l'appello è diventato senza oggetto (art. 606 c.p.p.).

 

6. Provvedimenti impugnabili per cassazione

              6.1 Giurisdizione civile

Il ricorso per cassazione è un rimedio straordinario di impugnazione (art. 527 c.p.c.), insieme con l’opposizione di terzo e la revisione, limitato quindi ai soli casi previsti dalla legge e di norma senza effetto sospensivo. Impugnazioni ordinarie sono invece l’appello e l’opposizione, esperibili in tutte le materie e purché la parte vi abbia interesse, con effetto sospensivo.

L’art. 500 c.p.c. stabilisce che ha autorità di cosa giudicata la sentenza che non è suscettibile di alcun ricorso con effetto sospensivo.

L'art. 605 c.p.c. prevede che il ricorso per cassazione può essere esercitato soltanto contro una sentenza pronunciata in ultima istanza («Le pourvoi en cassation n'est ouvert qu'à l'encontre de jugements rendus en dernier ressort»). Secondo l’art. 606 c.p.c., possono essere impugnate in cassazione le sentenze di ultima istanza che annullano nel loro dispositivo una parte (ordinando una misura d'istruzione o un provvedimento provvisorio) o tutto il dispositivo della decisione principale, come anche le sentenze di ultima istanza che, decidendo su una eccezione di procedura o su altro incidente, mettono fine al procedimento (art. 607 c.p.p.). Eccezione alla regola prevista dall’art. 605 c.p.p. è il caso in cui vi sia «contrarietà di giudizi» di cui all’art. 618 c.p.c.

              6.2 Giurisdizione penale

Ai sensi dell’art. 567 c.p.p., sono ricorribili per cassazione «le sentenze della Chambre d’accusation e le sentenze pronunciate in ultima istanza in materia criminale, correttiva e di polizia».

Sono ricorribili le decisioni d'acquittement pronunciate dalla corte di assise, solo nell’interesse della legge e senza pregiudizio delle parti assolte (art. 572). Possono tuttavia presentare un ricorso in cassazione le parti che intendono solo contestare le statuizioni civili.

Le sentenze della Chambre d’accusation sono ricorribili dalla parte civile solo se c'è il ricorso del pubblico ministero. Tuttavia, è ammesso il solo ricorso della parte civile quando la camera ha stabilito «n'y avoir lieu à informer»  o quando ha dichiarato irricevibile l'azione della parte civile (art. 575 c.p.p.).

 

7. Motivi di ricorso

              7.1. Giurisdizione civile

Secondo l’art. 604 c.p.c., il ricorso per cassazione è diretto a far dichiarare dalla Corte di cassazione la «non-conformité du jugement qu'il attaque aux règles de droit».

Non vi è una norma che elenchi i motivi di ricorso. E’ stata pertanto la stessa Corte ad elaborare i casi di ricorso.

I motivi di ricorso possono così elencarsi:

a)              violazione di legge (violation de la loi). Si distingue in violazione per falsa applicazione, violazione per rifiuto di applicazione e violazione per erronea interpretazione.

b)              vizi della motivazione (défaut de motifs e contradiction de motifs). L’art. 455 c.p.c. prevede, a pena di nullità, che tutte le sentenze di merito devono essere motivate. Oltre alla mancanza di motivazione, rileva la contraddittorietà della motivazione. In tale vizio viene fatto ricadere anche il «défaut de réponse à conclusions», la mancata risposta alle questioni sollevate delle parti che hanno fatto oggetto di discussione.

c)              mancanza di base legale (défaut de base légale). Si tratta del caso in cui la constatazione dei fatti operata dal giudice sia insufficiente per giustificare l’applicazione della regola di diritto applicata.

d)              «dénaturation» di un atto chiaro. Il giudice interpreta in modo erroneo un documento chiaro e preciso (di norma un contratto).

e)              contrarietà di giudizi (art. 618 c.p.c.). Quando due decisioni, anche non rese in ultima istanza, sono tra loro inconciliabili e nessuna di esse è suscettibile di un ricorso ordinario. Deve essere diretto contro entrambe le decisioni.

f)              eccesso di potere. La decisione di merito costituisce un'invasione di potere dell'autorità giudiziaria sul potere legislativo o esecutivo. Scopo primario è «faire cesser le trouble causé à l’ordre public» dall’atto viziato. Tale motivo viene utilizzato tutte le volte in cui il giudice si arroga un diritto che minaccia o viola un principio fondamentale della procedura.

g)              incompetenza.

h)              inosservanza di forme. Violazione di forme prescritte a pena di nullità per la formazione degli atti di procedura o delle sentenze. Il nuovo codice di procedura civile ha peraltro fortemente ridotto i casi di nullità.

i)              ricorso nell'interesse della legge (art. 618-1). Un particolare ricorso è riservato al procuratore generale della Corte di cassazione. Non produce effetti sulle parti, ma è diretto solo a mantenere l’unità della giurisprudenza.

              7.2 Giurisdizione penale

Il codice prevede due ipotesi:

a)              violazione della legge. Le decisioni impugnabili possono essere annullate per «violazione di legge» (art. 591 c.p.p.). Sono in particolare nulle le sentenze che non sono state rese dal numero dei giudici prescritto; che sono state rese da giudici che non hanno assistito a tutte le udienze della causa (quando sono state dedicate molte udienze allo stesso affare, si presume che tutti i giudici che hanno contribuito alla decisione hanno assistito alle udienze); che sono state rese senza l’audizione del pubblico ministero; che non sono state rese, con riserva delle eccezioni previste dalla legge, a seguito di una udienza pubblica (art. 592 c.p.p.).

b)              vizi della motivazione (art. 593 c.p.p.). Sono nulle le sentenze che non contengono la motivazione o quando la stessa è insufficiente e non consente alla Corte di cassazione di esercitare il suo controllo e di stabilire se la legge sia stata rispettata nel dispositivo. Parimenti, sussiste nullità quando la sentenza non si è pronunciata su una o più domande delle parti, ovvero su una o più richieste del pubblico ministero.

c)              ricorso nell'interesse della legge. Un particolare ricorso è riservato al procuratore generale della Corte di cassazione, con il quale sono denunciate alla camera criminale, al fine del loro annullamento, sentenze o atti giudiziari contrari alla legge (art. 620 c.p.p.). Il procuratore generale della Corte di cassazione può impugnare una sentenza ricorribile per cassazione, contro la quale nessuna delle parti ha presentato impugnazione entro il termine previsto, d'ufficio e nonostante la scadenza del termine nel solo interesse della legge (art. 621 c.p.p.).

Ulteriori casi di ricorribilità per cassazione elaborati in sede giurisprudenziale sono: excès de pouvoir; incompétence; inobservation des formes; dénaturation; contrariété de jugements; perte de fondement juridique.

 

8. Ricorrenti

              8.1 Giurisdizione civile

Secondo l’art. 609 c.p.c., qualsiasi parte, che ha interesse, è ammessa a ricorrere in cassazione, «anche se la disposizione che le è sfavorevole non va a vantaggio del suo avversario». Il termine per la presentazione è di due mesi (art. 612 c.p.c.)

In ogni caso, la parte deve investire, a pena di inammissibilità, la Corte di cassazione con un ricorso redatto da un avvocato (avocat o Conseils), facente parte dell’ordine particolare dei patrocinanti presso la corte, eccetto se si tratta di una materia per la quale tale difesa non è obbligatoria.

Tale condizione, giustificata dal particolare tecnicismo del giudizio in cassazione, è stata ritenuta in linea con la direttiva 98/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 1998, intesa a facilitare l'esercizio permanente della professione d'avvocato in uno Stato membro diverso da quello dove la qualificazione è stata acquisita, che prevede in particolare all'art. 5, § 3, cpv. 2, che «allo scopo di garantire il funzionamento regolare della giustizia, gli Stati membri possono stabilire norme d'accesso alle corti supreme, come il ricorso ad avvocati specializzati».

Senza che quest'elenco presenti un carattere esauriente, le principali materie nelle quali non è richiesta l’assistenza obbligatoria sono: elezioni, e soltanto per alcune giurisdizioni d'oltremare, gli affari «prud'homales» (contratti di lavoro). In questi casi, l'impugnazione può essere proposta dal ricorrente stesso, da un avvocato patrocinante in cassazione, o da qualsiasi mandatario, a condizione che sia conferita procura speciale (artt. 984 - 989 c.p.c.).

8.2 Giurisdizione penale

Secondo l’art. 567 c.p.p., possono ricorrere per cassazione, in caso di violazione della legge, il pubblico ministero o la parte che intende far valere la nullità.

Il termine per la presentazione è di cinque giorni (tre in materia di stampa) (art. 568 c.p.p.)

In materia penale, non vige per l’imputato il principio dell’assistenza obbligatoria di un avvocato specializzato. La dichiarazione può essere fatta personalmente, o a mezzo di un procuratore legale della giurisdizione del giudice a quo o di un’altra giurisdizione con procura speciale.

Va considerato infine che l’aide juridictionnel non è accordato se il ricorso risulta prima facie infondato (art. 7 l. 10 luglio 1991, n. 91-647 «si aucun moyen de cassation sérieux ne peut être relevé»). La Corte di Strasburgo ha rilevato che tale limitazione è «indubbiamente ispirata dalla legittima preoccupazione che il denaro pubblico sia usato soltanto per gli scopi del patrocinio gratuito a favore dei ricorrenti alla corte della cassazione i cui gravami presentino una ragionevole prospettiva di successo» (Gnahorè c. Francia, 19 settembre 2000, § 41), potendo tale istituto «funzionare soltanto se la procedura consente una selezione dei casi» (Ange Garcia c. Francia, decisione della Commissione del 10 gennaio 1991), ed è conforme all’art. 6, par. 1 della Convenzione, stante la ricorribilità davanti al primo presidente delle decisioni di diniego.

 

9. Normativa di riferimento e riforme

              9.1 Normativa

Nella Costituzione manca una disposizione corrispondente al nostro 111 Cost. Trovando la sua base nella legge (peraltro, tra le materie oggetto di riserva di legge ex art. 34 Cost. non rientra il diritto processuale), la dottrina sostiene la tesi secondo cui il legislatore potrebbe discrezionalmente limitare ed escludere il ricorso per cassazione. Il Conseil constitutionnel ha definito tuttavia il ricorso per cassazione una «garanzia fondamentale, la cui regolamentazione spetta al legislatore» (dec. 10 maggio 1988, n. 88-157[10]).

Il ricorso per cassazione civile è regolato dal codice di procedura civile dagli articoli da 604 a 639.

Il ricorso per cassazione penale è regolato dal codice di procedura penale, dagli articoli da 567 a 621.

In ordine alle recenti riforme, che mirano ad una definizione più rapida dei ricorsi, va segnalata la legge n° 2007-291 del 5 marzo 2007 che, in materia penale, ha imposto anche al pubblico ministero, che ricorre in cassazione, un termine per il deposito della memoria (un mese dopo la presentazione della dichiarazione di ricorso, art. 585-1 c.p.p.).

              9.2. Progetti di riforma

La Corte di cassazione formula annualmente proposte di riforma riguardanti le materie di sua competenza, che sono indirizzate ufficialmente al Ministro della giustizia all’apertura dell’anno giudiziario.

Nel Rapporto annuale relativo al 2007, la Corte di cassazione ha proposto alcune modifiche normative per diminuire i tempi delle procedure. In materia civile, per la riduzione dei termini per la istruzione delle memorie è stata caldeggiata la modifica del codice di procedura civile che disciplina la procedura dinanzi alla Corte di cassazione nelle materie con assistenza legale obbligatoria. Sulla base di una prassi avviata nel 2005, in accordo con l'Ordine degli avvocati patrocinanti in cassazione, il primo Presidente, utilizzando l’art. 1009 del c.p.c., ha fortemente contratto i termini per la produzione delle memorie. La proposta mira a ratificare tale prassi, riducendo i termini da cinque a quattro mesi per il deposito delle memorie attoree, e da tre a due mesi quelle in difesa. In materia penale, è stata proposta l'estensione della assistenza legale obbligatoria da parte di un avvocato patrocinante in cassazione, che garantirebbe per il ricorrente una garanzia qualitativa nella presentazione dei motivi di ricorso.  


6. Belgio

 

La Corte di Cassazione è unica per l’intero territorio belga e si trova al vertice di tutte le giurisdizioni dell’ordinamento giudiziario. La Corte non tratta il merito delle cause (ex art. 147 Cost.), né costituisce un terzo grado della giurisdizione, ma decide, ai sensi dell’art. 608 del Codice giudiziario, in merito alle decisioni rese in ultima istanza che le sono deferite qualora vi sia stata violazione di legge o violazione delle forme (sia sostanziali, sia prescritte a pena di annullamento). Essa, pertanto, decide in merito alle sentenze delle corti e dei tribunali rese su qualsiasi questione ed in ultima istanza (art. 609, punto 1, del Codice giudiziario), esercitando un controllo di legalità ed una funzione di coordinamento (principio dell’unità della giurisprudenza).

 

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

I magistrati sono in totale 30, ivi compresi il primo presidente e due presidenti e sono assegnati sia al settore civile che a quello penale.

 

2. Numero di Sezioni

              2.1 Civile: 2

              2.2 Penale: 1

La Corte di Cassazione comprende tre camere, ognuna delle quali è suddivisa in due sezioni, la sezione olandese e la sezione francese: ognuna di queste sezioni è composta da cinque consiglieri, compreso il presidente (art. 128 del Codice giudiziario). La prima camera è competente per le materie del diritto civile, commerciale e tributario, la seconda è competente per la materia penale, mentre la terza per quelle inerenti al diritto del lavoro e della previdenza sociale.

 

3. Numero dei ricorsi  

              3.1 Civile: nel 2005 n. 1.059; nel 2006 n. 1.152; nel 2007 n. 1.138.

3.2 Penale: 2005: n. 1.713; nel 2006 n. 1.697; nel 2007 n. 1.907.

 

4. Numero di provvedimenti emessi   

4.1 Civile: nel 2005 n. 1.108; nel 2006 n. 1.036; nel 2007 n. 1.096.

4.2 Penale: nel 2005 n. 1.712; nel 2006 n. 1.722; nel 2007 n. 1.877.

Occorre peraltro considerare che i ricorsi proposti prima del 2005 spesso sono stati decisi nel corso del 2006 o successivamente.

 

5.  Esistenza di un filtro preliminare

Non è previsto un filtro preliminare di ammissibilità dei ricorsi. Tuttavia, la Corte di Cassazione, prima di esprimersi sulla fondatezza del motivo di ricorso, deve verificarne le condizioni di ricevibilità, tenuto conto del fatto che essa è competente per le sole questioni di diritto (ad es., sono irricevibili i motivi imprecisi o privi di chiarezza; quelli che investono i profili di fatto della causa; quelli proposti per la prima volta in cassazione, ovvero quelli che investono una decisione che non riguarda la persona del ricorrente). In materia penale, inoltre, la Corte verifica d’ufficio se la decisione, contro cui è stato proposto un ricorso ricevibile, sia conforme alla legge e se siano state rispettate, nella procedura, eventuali condizioni previste a pena di nullità.     

 

6. Provvedimenti impugnabili per cassazione

Sono escluse dal ricorso per cassazione tutte le materie amministrative, che sono soggette alle decisioni degli organi amministrativi e del Consiglio di Stato, così come le materie non ancora definitivamente trattate da un organo giudiziario di merito.

 

7. Motivi di ricorso

I motivi di ricorso riguardano: a) violazioni di legge in materia civile, commerciale, di lavoro, penale, militare e disciplinare: b) difetto di competenza o abuso di potere da parte di un organo di merito; c) conflitto di giurisdizione; d) errore di forma o nella motivazione; e) falsità dell’atto; f) riapertura di un procedimento penale a seguito di una decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo.

 

8. Ricorrenti

Dinanzi alla Corte di Cassazione la legge prescrive l’intervento di un avvocato avente la qualifica di cassazionista (nelle materie civile, commerciale, di lavoro o disciplinare); questa condizione, peraltro, non si applica alla parte civile in un procedimento penale (art. 478 del Codice giudiziario). Occorre inoltre considerare che in materia penale e fiscale non è richiesta la rappresentanza da parte di un avvocato cassazionista.  


7. Svizzera

 

L’organizzazione giudiziaria è su base cantonale con giudici di prima e seconda istanza. Al vertice vi è il Tribunale Federale.

In base alla legge sul Tribunale Federale (LTF) del 17 giugno 2005, entrata in vigore il 1° gennaio 2007, l’uniformità della giurisprudenza è così garantita (art. 23): «una Corte può derogare alla giurisprudenza di una o più altre corti soltanto con il consenso delle corti interessate riunite. Se deve giudicare una questione di diritto concernente più corti, la corte giudicante, qualora lo ritenga opportuno ai fini dell’elaborazione del diritto giudiziale o per garantire una giurisprudenza uniforme, chiede il consenso delle corti interessate riunite. Le Corti riunite deliberano validamente soltanto se alla seduta o alla procedura per circolazione degli atti partecipano almeno due terzi dei giudici ordinari di ciascuna corte interessata. La decisione è presa senza dibattimento e a porte chiuse; è vincolante per la Corte che deve giudicare la causa».

 

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

1.1 Settore civile: 11

1.2 Settore penale: 6

Vi sono in tutto 38 giudici federali.

 

2. Numero di Sezioni

              2.1 Civile: 2

              2.2 Penale: 1

Il Tribunale federale svizzero non è unicamente autorità suprema di ricorso in materia civile e penale, ma lo è anche in materia amministrativa ed esplica la funzione di giudice costituzionale in modo limitato (controllo costituzionale del diritto cantonale).

E’ composto in tutto di sette corti tra cui una Corte di diritto penale e due Corti di diritto civile.

La Corte di diritto penale tratta i ricorsi in materia penale, i ricorsi in materia di diritto pubblico e i ricorsi sussidiari in materia costituzionale che concernono i seguenti campi:

a)              diritto penale materiale (inclusa l'esecuzione delle pene e delle misure);

b)              procedura penale (con esclusione dei ricorsi contro decisioni incidentali della procedura penale);

c)              ricorsi contro decisioni finali di procedura penale (inclusi i non luogo a procedere).

I ricorsi in materia penale contro decisioni incidentali nell’ambito della procedura penale sono di competenza della prima Corte di diritto pubblico.

La prima Corte di diritto civile tratta i ricorsi in materia civile e i ricorsi sussidiari in materia costituzionale che concernono i seguenti campi:

a)              diritto delle obbligazioni;

b)              contratto di assicurazione;

c)              responsabilità extracontrattuale (anche secondo leggi speciali);

d)              responsabilità dello Stato per attività medica;

e)              diritto privato della concorrenza;

f)              diritti immateriali;

g)              arbitrati;

h)              tenuta dei registri e decisioni sul riconoscimento e l'esecuzione di decisioni nonché sull'assistenza giudiziaria in materia civile nei campi secondo le lettere a-g di questo capoverso.

La seconda Corte di diritto civile tratta i ricorsi in materia civile e i ricorsi sussidiari in materia costituzionale che concernono i seguenti campi:

a)              Codice civile:

1.              diritto delle persone;

2.              diritto di famiglia;

3.              diritto delle successioni;

4.              diritti reali;

b)              diritto fondiario rurale;

c)              esecuzione e fallimenti;

d)              tenuta dei registri e decisioni sul riconoscimento e l'esecuzione di decisioni nonché sull'assistenza giudiziaria in materia civile nei campi secondo le lettere a) e c) di questo capoverso.

I collegi sono formati di regola da tre giudici, ovvero da cinque se la causa concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se un giudice lo richiede (salvo i ricorsi contro decisioni delle autorità cantonali di vigilanza in materia di esecuzione e fallimento).

 

3.Numero dei ricorsi  

              3.1 Civile: il numero degli affari introdotti in materia civile è di 749 nel 2005, 770 nel 2006 e 1497 nel 2007.

3.2. Penale: in materia penale il numero degli affari introdotti è di 560 nel 2005, 621 nel 2006, e 1310 nel 2007.

 

4. Numero di provvedimenti emessi   

              4.1 Civile: il numero degli affari definiti in materia civile è di 720 nel 2005, 757 nel 2006 e 1371 nel 2007.

4.2 Penale: in materia penale il numero degli affari definiti è di 541 nel 2005, 622 nel 2006 e 1161 nel 2007.

 

5. Esistenza di un filtro preliminare

Esiste in generale una procedura semplificata per valutare ex ante l’ammissibilità del ricorso. La Corte decide in formazione monocratica sulla non entrata nel merito di ricorsi manifestamente inammissibili o manifestamente non motivati in modo sufficiente (art. 108 LTF). Decide con formazione di tre membri sulla non entrata nel merito di ricorsi che non sollevano una questione di diritto di importanza fondamentale o non riguardano un caso particolarmente importante, nei casi in cui il ricorso è ammissibile soltanto in base a questa condizione. Le corti decidono nella stessa composizione, con voto unanime, sulla reiezione di ricorsi manifestamente infondati; sull’accoglimento di ricorsi manifestamente fondati, segnatamente se l’atto impugnato diverge dalla giurisprudenza del Tribunale federale e non vi è motivo di riesaminare tale giurisprudenza. La decisione è motivata sommariamente. Può rimandare in tutto od in parte alla decisione impugnata (art. 109 LTF).

 

6.  Provvedimenti impugnabili per cassazione

              6.1 Giurisdizione civile

In genere, sono ricorribili i provvedimenti emessi dalle autorità cantonali di secondo grado. Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso è ammissibile soltanto se il valore della lite ammonta almeno a 15.000 franchi nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di locazione, 30.000 franchi negli altri casi.  Quando il valore della lite non raggiunge l’importo determinante ai sensi del primo capoverso, il ricorso è ammissibile: a) se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale; b) se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica; c) contro le decisioni delle autorità cantonali di vigilanza in materia di esecuzione e fallimento; d) contro le decisioni del giudice del fallimento e del concordato.

Nei limiti delle conclusioni presentate, il ricorso ha effetto sospensivo in materia civile solo se è diretto contro una sentenza costitutiva.

              6.2 Giurisdizione penale

In genere, sono ricorribili i provvedimenti emessi dalle autorità cantonali di secondo grado.  Il termine per l’impugnazione è di regola 30 giorni.

Il ricorso non ha effetto sospensivo. Ha effetto sospensivo se è diretto contro una decisione che infligge una pena detentiva senza sospensione condizionale o una misura privativa della libertà; l’effetto sospensivo non si estende alla decisione sulle pretese civili.

 

7. Motivi di ricorso

In generale, il ricorrente può fare valere qualunque violazione del diritto svizzero, che comprende il diritto federale, il diritto internazionale, i diritti costituzionali cantonali, le disposizioni cantonali in materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni popolari, il diritto intercantonale.

Il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell’articolo 95 LTF e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito del procedimento. 

Contro le decisioni in materia di misure cautelari il ricorrente può far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali.

Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono ammissibili nuove conclusioni.

Accanto al ricorso ordinario, la LTF contempla la revisione per violazione di norme procedurali da parte dello stesso Tribunale federale (se sono state violate le norme concernenti la composizione del Tribunale o la ricusazione; il Tribunale ha accordato a una parte sia più di quanto essa abbia domandato, o altra cosa senza che la legge lo consenta, sia meno di quanto riconosciuto dalla controparte; il Tribunale non ha giudicato su singole conclusioni; il Tribunale, per svista, non ha tenuto conto di fatti rilevanti che risultano dagli atti) o per violazione della CEDU.

 

8. Ricorrenti

              8.1 Giurisdizione civile

Ha diritto di interporre ricorso in materia civile chi ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo ed ha un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della decisione impugnata. Il diritto di ricorrere contro alcune decisioni spetta anche alla Cancelleria federale, ai dipartimenti federali o, in quanto lo preveda il diritto federale, ai servizi loro subordinati, se la decisione impugnata viola la legislazione federale nella sfera dei loro compiti.

8.2 Giurisdizione penale

Ha diritto di interporre ricorso in materia penale chi ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo ed ha un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della decisione impugnata, segnatamente l’imputato, il suo rappresentante legale, il pubblico ministero, l’accusatore privato, se in virtù del diritto cantonale ha sostenuto l’accusa senza la partecipazione del pubblico ministero, la vittima, se la decisione impugnata può influire sul giudizio delle sue pretese civili, il querelante, per quanto trattasi del diritto di querela come tale. Anche il Ministero pubblico della Confederazione è legittimato a ricorrere se il diritto federale prevede che la decisione deve essergli notificata o se la causa penale è stata deferita per giudizio alle autorità cantonali.

Il diritto di ricorrere contro alcune decisioni spetta anche alla Cancelleria federale, ai dipartimenti federali o, in quanto lo preveda il diritto federale, ai servizi loro subordinati, se la decisione impugnata viola la legislazione federale nella sfera dei loro compiti.

 

9. Normativa di riferimento

La Costituzione federale all’art. 191 stabilisce che è la legge a garantire la possibilità di adire il Tribunale federale e che la stessa può prevedere un valore della lite minimo per le controversie che non concernono una questione giuridica d’importanza fondamentale. La stessa Costituzione prevede, da un lato, che in determinati settori speciali la legge possa escludere la possibilità di adire il Tribunale federale e, dall’altro, che la legge possa prevedere una procedura semplificata per ricorsi manifestamente infondati.

La legislazione rilevante in materia è la Legge sul Tribunale federale (LTF) del 17 giugno 2005 entrata in vigore il 1° gennaio 2007. Tale riforma è stata giustificata da tre principali motivazioni: sovraccarico di lavoro della Corte suprema, sistema di rimedi giuridici troppo complicato, lacune per quel che concerne le possibilità di ricorso in sede giudiziaria. Gli obiettivi della riforma sono stati dunque:

a)              lo sgravio della Corte suprema con il potenziamento delle istanze giudiziarie inferiori, l'introduzione o l'aumento dei limiti del valore della lite, l'esclusione di determinati ambiti dalla competenza del Tribunale federale;

b)              la semplificazione dei ricorsi con l'introduzione di un ricorso unitario. Infatti, la vecchia organizzazione giudiziaria federale prevedeva un gran numero di ricorsi ed azioni, estremamente difficili da distinguere. Era addirittura necessario presentare due ricorsi distinti contro un'unica decisione in funzione dai motivi del ricorso (ad esempio violazioni di diritti costituzionali o del diritto federale) e dall'autorità inferiore (federale o cantonale) che aveva emanato la decisione. Secondo le nuove disposizioni, esiste un solo rimedio giuridico davanti al Tribunale federale per impugnare una decisione di un'autorità inferiore, a prescindere da quest'ultima e dai motivi del ricorso.
 

6.   Regno Unito

 

La struttura del sistema giudiziario inglese è molto complessa. La giurisdizione ordinaria è esercitata, per il settore civile, da: magistrates courts, county courts, high court, court of appeal e la House of Lords. Vi sono poi corti con competenza civile e penale quali: House of Lords, court of appeal, high court,crown court e magistrates' courts.

Un altro criterio di classificazione delle corti inglesi può basarsi sulla distinzione tra corti di primo grado (courts of original jurisdiction), corti di secondo grado o di appello (courts of appelate jurisdiction) e corti con giurisdizione di primo e secondo grado. Appartengono alla prima categoria lemagistrates' courts, alla seconda la court of appeal, alla terza la crown court, la high court e la House of Lords.

Inusualmente è affidato il ruolo di giudice di ultimo grado alla sezione giurisdizionale della House of Lords. Essa è competente sulle questioni di diritto nelle materie civili (nelle quali convergono anche quelle amministrative) su tutto il Regno Unito, e sulle materie penali per l’Inghilterra, il Galles e l’Irlanda del Nord.

L’Appellate Jurisdiction Act definisce così il ruolo della Corte Suprema: «Every appeal shall be brought by way of petition to the House of Lords, praying that the matter of the order or judgment appealed against may be reviewed before Her Majesty the Queen in her Court of Parliament, in order that the said Court may determine what of right, and according to the law and custom of this realm, ought to be done in the subject-matter of such appeal». La Corte Suprema è competente dunque a «determinare ciò che in diritto, e secondo la legge e i costumi del Regno, deve essere fatto a proposito dell’oggetto, materia del ricorso».

Dal 1966, a seguito del Practice Statement del Lord Chancellor, Lord Gardiner, la Corte non è più vincolata ai suoi precedenti[11].

 

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

Non esiste una divisione di competenze. Sin dall’Appellate Jurisdiction Act del 1876, la House of Lords si compone di Law Lords (nominati dalla Corona, tra gli anziani giudici delle corti di appello), attualmente in numero massimo di 12 (riforma del 1994). Membri di diritto della House of Lordssono poi il Lord Cancelliere, che ne ha la presidenza, e i pari incaricati di alti uffici giudiziari.

2. Numero di Sezioni

La House of Lords non ha camere civili e penali, ma lavora attraverso l’Appeal Committee (competente per la preliminare selezione dei ricorsi) e l’Appellate Committee (competente per la decisione degli stessi), composti rispettivamente da 3 e 5 (ma talvolta anche 7 o 9) giudici.

3. Numero dei ricorsi  

3.1 Civile: ricorsi già autorizzati nel 2005 n. 75; nel 2006 n. 62; nel 2007 n. 62. Le petitions to leave presentate: nel 2005 n. 2.007; nel 2006 n. 199.

3.2 Penale: ricorsi già autorizzati nel 2005 n. 12; nel 2006 n. 11; nel 2007 n. 10.

Le petitions to leave presentate: nel 2005 n. 40; nel 2006 n. 37.

Gli appeals già autorizzati dai giudici a quo: nel 2003 n. 65, nel 2004 n. 77, nel 2005 n. 102.

 

4. Numero di provvedimenti emessi   

              4.1 Civile:

Petitions accolte: nel 2005 n. 37; nel 2006 n. 68; nel 2007 n. 68.

Petitions rigettate: nel 2005 n. 118; nel 2006 n. 100.

Appelli decisi: nel 2005 n. 82; nel 2006 n. 75.

4.2 Penale:

Petitions accolte: nel 2004 n. 8; nel 2005 n. 20; nel 2006 n. 7; nel 2007 n. 7.

Petitions rigettate: nel 2005 n. 25; nel 2006 n. 26.

Appelli decisi: nel 2005 n. 20; nel 2006 n. 19

Sono circa 80/90 le udienze tenute all’anno dagli Appellate Committees.

 

5. Esistenza di un filtro preliminare

5.1 Giurisdizione civile

Con l’Administration of Justice Act del 1934 è stato introdotto un filtro per l’ammissibilità del ricorso alla Corte Suprema, denominata «leave to appeal». The Judicial Committee (General Appellate Jurisdiction) Rules Order del 1982 così definisce tale filtro: «No appeal shall be admitted unless either (a) leave to appeal has been granted by the Court appealed from; or (b) in the absence of such leave, special leave to appeal has been granted by Her Majesty in Council».

Il leave to appeal è una sorta di autorizzazione preventiva, che deve essere concessa dal giudice a quo o, in caso di rifiuto, dalla stessa Corte Suprema, con la presentazione di una petition. L’istituzione del leave è stata presentata come una garanzia per i singoli, al fine di non esporli ad un itergiudiziario eccessivamente gravoso, piuttosto che come un meccanismo di riduzione del carico di lavoro.

Il ricorso non è mai quindi un diritto della parte. La decisione sulla petition è del tutto discrezionale, non essendovi nella legge criteri guida e, sino a pochi anni fa, non doveva essere motivata. Peraltro, la stessa Corte emana delle Directions as to procedure e standing orders.

La decisione di rigetto dell’Appeal Committee è adottata in camera di consiglio senza contraddittorio, se vi è unanimità. Diversamente, vi è una discussione orale.

La decisione di dichiarare l’ammissibilità del caso dipende sostanzialmente dal rilevo pubblico generale della questione di diritto sollevata dal ricorso. Secondo le Directions, il consenso all’appello è rilasciato in relazione ai ricorsi «which raise an arguable point of law of general public importance which ought to be considered by the House at that time, bearing in mind that the cause will have already been the subject of judicial decision and may have already been reviewed on appeal». Pertanto, il ricorso che non presenta tale caratteristica è rigettato.

L’Appeal Committee non forniva in passato la motivazione della sua decisione di rigetto. Dal 2003, si prevede invece che il Comitato fornisca delle «brief reasons for refusing», ma non sia tenuto a spiegare oltre la sua decisione (Civil practice direction 2007-2008 § 4.7.).

Una volta ritenuta l’ammissibilità del ricorso, si apre una fase di contraddittorio cartolare davanti all’Appellate Committee.

Funzione deterrente ai fini della presentazione di un ricorso è anche l’estremo formalismo previsto dalle Directions. La petition deve essere presentata in una determinata forma e seguita dal deposito – anch’esso molto formale - di un considerevole numero di copie di atti. Inoltre, è previsto il deposito di una cospicua somma all’atto della presentazione del ricorso.

              5.2 Giurisdizione penale             

In materia penale, di norma è richiesto oltre al leave to appeal anche un certificate emesso dal giudice a quo che stabilisca quale sia la questione di diritto sollevata e se la stessa investa una questione di diritto di interesse pubblico generale, che deve essere esaminata dalla Corte Suprema.

L’Appeal Committee decide generalmente senza un’udienza aperta alle parti. Per il resto si applica la procedura descritta per i procedimenti civili (Criminal practice direction 2007-2008 § 5.7.).

Sulla procedura di ammissibilità del ricorso, va ricordato che la Corte europea ha avuto modo di esaminare la compatibilità con la Convenzione anche della condizione ostativa del certificate richiesto per proporre ricorso, affermando che nessun diritto può essere fatto valere, sub artt. 6 e 13, per «ottenere un ricorso alla House of Lords, laddove il caso non mostri questioni di diritto di generale pubblica importanza» (Bullivant c. Regno Unito, 28 marzo 2000).

In ogni caso, anche se non obbligatoria, la difesa davanti all’House of Lords è di fatto riservata ad una élite di barristers (i Queen’s Counsel), stante la complessità della procedura sia nella fase di selezione che di trattazione dei ricorsi.

 

6. Provvedimenti impugnabili per cassazione

              6.1 Giurisdizione civile

Di norma, sono ricorribili le sentenze emesse dalle corti di appello. E’ consentito anche un ricorso diretto alla Corte Suprema («leapfrog» appeals), previsto dall’Administration of Justice Act del 1969. Il filtro per tale appello è duplice. Occorre in ogni caso un certificate del giudice a quo e il leavedella House of Lords, oltre al consenso delle parti, e l’oggetto del ricorso deve essere un «point of law of general pubblic importance», che si riferisca all’interpretazione di un atto legislativo o ad una questione sulla quale il giudice di prima istanza è vincolato da una decisione di un giudice superiore (corte d’appello o corte suprema). Si tratta comunque di una procedura marginale, applicata in pochissimi casi (4-5 l’anno).

              6.2 Giurisdizione penale

E’ ricorribile davanti alla Corte Suprema «any decision» adottata dalle corti di appello (Court of Appeal Criminal Division in England and Wales, Courts-Martial Appeal Court, Court of Appeal in Northern Ireland, High Court of Justice in England and Wales, High Court of Justice in Northern Ireland).

 

7. Motivi di ricorso

Come si è detto, le Directions prevedono come unico motivo di ricorso, sia in civile che in penale, la presentazione di una questione di diritto di generale importanza.

 

8. Ricorrenti

              8.1 Giurisdizione civile

Non vi sono indicazioni specifiche.

8.2 Giurisdizione penale

Secondo le Direttive penali, possono ricorrere l’imputato (defendant) e il pubblico ministero (prosecutor). Il diritto inglese non conosce l’istituto della parte civile. Come ogni privato cittadino, la vittima del reato può nominare un prosecutor, che nel sistema delle impugnazioni è parificato alpubblic prosecutor.

 

9. Normativa di riferimento e riforme

              9.1 Normativa

Il right to appeal alla House of Lords ha origine statutory, ovvero sussiste solo in quanto sia previsto da un’apposita e specifica norma di legge. Rientra nei poteri del legislatore pertanto sia escluderlo, sia condizionarne l’esercizio.

Il right to appeal è regolato da varie disposizioni. Per i ricorsi civili: Administration of Justice (Appeals) Act 1934; Administration of Justice Act 1960; Administration of Justice Act 1969; Judicature (Northern Ireland) Act 1978; Court of Session Act 1988; Access to Justice Act 1999.

Per la materia penale: Administration of Justice Act 1960; Criminal Appeal Act 1968; Courts-Martial (Appeals) Act 1968; Administration of Justice Act 1969; Judicature (Northern Ireland) Act 1978; Criminal Appeal (Northern Ireland) Act 1980; Proceeds of Crime Act 2002; Extradition Act 2003; Criminal Justice Act 2003; Serious Organised Crime and Police Act 2005.

              9.2. Progetti di riforma

Sulla base del Constitutional Reform Act del 2005, dall’ottobre 2009 anche il Regno Unito avrà una Corte Suprema autonoma. Ciò comporterà che il ruolo di presidente – ora spettante al Ministro della Giustizia - sarà conferito al Lord Chief Justice. I suoi membri (i Law Lords) non apparterranno più al Parlamento.


9. Polonia

 

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

1.1        Settore civile: 47

1.2        Settore penale: 24

Il numero di giudici in servizio presso la Corte è in totale di 117.

 

2. Numero di Sezioni

              2.1 Civile: 2 (Civile e Lavoro Sicurezza Sociale ed affari pubblici).

              2.2 Penale: 1

Vi è inoltre una sezione militare.

 

3. Esistenza di un filtro preliminare

Sono previsti limiti di legge alla proponibilità dell’impugnazione dinanzi alla Corte Suprema, nel cui ambito la struttura organizzativa della Corte stessa viene funzionalizzata ad un immediato esame preliminare dell’ammissibilità dei ricorsi.

Può, in particolare, farsi menzione dell’attività dei presidenti dei “dipartimenti” di ciascuna sezione, i quali provvedono, utilizzando il supporto della segreteria, all’esame preliminare dei ricorsi di competenza ed all’indicazione delle attività da compiere per il prosieguo del giudizio, compresa la trasmissione al Pubblico Ministero che deve restituire il fascicolo venti giorni prima della data fissata per l’udienza.

              3.1 Giurisdizione civile

In particolare, per quanto concerne il sistema civile, l’art. 392, par. 1 del codice di procedura civile, come emendato nel 1996, ha imposto tassative limitazioni all’accesso al giudizio innanzi alla Corte Suprema. E’ stato infatti previsto un limite di valore nelle controversie privatistiche relative a diritti di proprietà, per cui non è consentito ricorrere al giudizio in terza istanza ove il valore della causa sia inferiore a 10.000 Zloty.

Nelle controversie in materia commerciale, nelle quali entrambe le parti siano imprenditori, tale valore è aumentato a 20.000 Zloty.

Le norme in questione hanno formato oggetto di una questione di costituzionalità, in relazione all’art. 64 della Costituzione (diritto alla proprietà) e in relazione all’art. 23 (diritto alla parità di trattamento davanti alla legge). Il Tribunale Costituzionale, tuttavia, con la decisione del 6 ottobre 2004 SK 23/02[12], non ha ritenuto le norme incostituzionali, poiché l’individuazione di un criterio di selezione dei procedimenti non è stata ritenuta irragionevole, ma giustificata dalla natura di impugnazione straordinaria del ricorso alla Corte Suprema.

              3.2. Giurisdizione penale

Nel sistema penale i limiti alla proponibilità del ricorso alla Corte Suprema appaiono più fievoli. Anche in questa materia il carattere di giudizio di legittimità viene mantenuto e garantito attraverso la connotazione di giudizio di cassazione.

Nel caso di iniziativa dell’imputato, l’art. 523 § 2 del codice di procedura penale, come emendato con legge del 20 luglio 2000, prevede che il ricorso può essere proposto soltanto in presenza di una condanna a pena detentiva alla quale non sia stata associata la sospensione condizionale della pena, salvo i casi concernenti la manifesta violazione di legge che abbia comportato, ad esempio, la condanna per reato inesistente ovvero per difetto di composizione della corte.

Anche tale limitazione è stata oggetto di un giudizio di costituzionalità, all’esito del quale il Tribunale costituzionale ha concluso per la conformità della norma, non solo sul versante del diritto interno, ma anche nei confronti della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (17 maggio 2004, SK 32/03).

 

4. Provvedimenti impugnabili per cassazione

La Corte esercita la giurisdizione sui ricorsi proposti avverso le decisioni delle corti di seconda istanza, in particolare delle corti distrettuali, anche su impugnazione del Ministro della Giustizia, ed adotta decisioni interpretative o di chiarimento sull’interpretazione della legge.

5. Motivi di ricorso

              5.1 Giurisdizione civile

Si tratta in ogni caso di un giudizio di legittimità, che viene instaurato con un ricorso per cassazione, in relazione esclusivamente a vizi di violazione di legge.

5.2 Giurisdizione penale

L’art 523 § 1 del codice di procedura penale contempla il ricorso alla Corte per i motivi tassativamente indicati e per “ogni altra violazione di legge che abbia influito sostanzialmente sulla decisione della corte di appello”. Altri motivi sono ricollegati a vizi “assoluti” della decisione, contemplati dall’art. 439, e riguardano la manifesta violazione di legge sostanziale o processuale, come il difetto di costituzione del giudice ovvero la condanna per un reato non previsto dalla legge.

 

6. Ricorrenti

              6.1 Giurisdizione civile: le parti e gli interventori.

6.2 Giurisdizione penale: oltre che dalla parte il ricorso può essere proposto dal Procuratore Generale e dal Commissario per i Diritti Umani, nonché dal Ministro della Giustizia.

 

7. Normativa di riferimento

I testi di riferimento sono l’art. 183 della Costituzione; la legge del 23 novembre 2002 e successive modifiche; lo Statuto della Corte del 1° dicembre 2003, ai sensi degli artt. 3 § 2 e 51 § 2 della legge istitutiva della Corte del 23 novembre 2002 (Dz. U. No. 240, item 2052).


10. Ungheria

 

Secondo quanto prescrive la Costituzione, emendata nel 1997, il sistema giudiziario ungherese è composto da una Corte Suprema, da corti di appello, da county courts e da corti locali (art. 45). Il sistema è pertanto organizzato in quattro livelli. Solo dal 2003 sono state istituite delle 5 corti di appello distrettuali. La Costituzione (art. 47) attribuisce alla Corte Suprema il compito di «assure the uniformity of the administration of justice by the courts and its resolutions concerning uniformity shall be binding for all courts».

In base agli artt. 24 e 25 della legge sull’organizzazione e amministrazione delle corti del 1997, le funzioni della Corte Suprema sono così descritte: adotta decisioni uniformi e vincolanti per tutte le corti; rivede le decisioni finali impugnate con rimedi straordinari; come corte di secondo grado, esamina gli appelli avverso le decisioni delle county courts e delle corti di appello nei casi previsti dalla legge; ha competenza nelle materie sottopostele dalla legge.

In base all’art. 27 della stessa legge è compito della Suprema Corte «ensuring uniform application of the law by the courts»: a tal fine «adopts uniformity decisions and publish decisions of theoretical importance». La Corte adotta una «procedura di uniformità» ogni volta che lo sviluppo e l'uniformità della pratica giudiziaria richiede l'approvazione di una decisione di uniformità su una questione di principio, o quando una sezione della stessa Corte intende deviare da un orientamento adottato da altra sezione.

L’art. 28 stabilisce poi un sistema di prevenzione e monitoraggio delle decisioni delle corti di merito che si discostino dalle decisioni della Corte Suprema.

La Corte ha anche un ruolo consultivo nella legiferazione che riguardi la giurisdizione.

             

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

1.1 Settore civile: 48

1.2 Settore penale: 15

La Corte ha un organico di 81 magistrati (78 ordinari e 3 presidenti di settore).

Esiste un settore civile (comprensivo della materia contrattuale e del lavoro), un settore penale e uno amministrativo (nel quale lavorano 15 giudici).

 

2. Numero di Sezioni

              2.1 Civile: 13

              2.2 Penale: 3

Ogni camera è composta in media da cinque giudici. Per il settore amministrativo vi sono 4 camere.

 

3. Numero dei ricorsi  

              3.1 Civile: nel 2005 n. 3835; nel 2006 n. 3985; nel 2007 n. 3965.

3.2 Penale: nel 2005 n. 1262; nel 2006 n. 1131; nel 2007 n. 1051.

In tale voce confluiscono sia i ricorsi ordinari che quelli straordinari.

 

4. Numero di provvedimenti emessi   

              4.1 Civile: nel 2005 n. 4136; nel 2006 n. 3787; nel 2007 n. 3777.

4.2 Penale: nel 2005 n. 1343; nel 2006 n. 1116; nel 2007 n. 1026.

 

5. Esistenza di un filtro preliminare

Non esiste un meccanismo di filtro preliminare.

Nel novembre 2004 la Corte costituzionale ha annullato la disposizione procedurale che consentiva alla Corte Suprema di rigettare un ricorso solo perché la sentenza impugnata non si discostava su una questione di diritto da una recente decisione della Corte stessa e il ricorso non contribuiva «to the development of the uniform application of law».

             

6. Provvedimenti impugnabili per cassazione

              6.1 Giurisdizione civile

In materia civile (e anche amministrativa) i ricorsi alla Suprema Corte riguardano gli orders resi dalle regional appellate courts come giurisdizioni di prima istanza.

Le parti possono impugnare direttamente davanti alla Corte Suprema ("leaping" appeals) le sentenze rese dalle county courts in prima istanza, se è dedotta la violazione di «substantive legal regulations».

Le decisioni di secondo grado (final judgments) di merito sono invece impugnabili davanti alla Corte Suprema con «petitions for judicial review» (ricorso straordinario), sulla base soltanto di violazioni di legge.

Il codice di rito, inoltre,  esclude dal ricorso alcuni tipi di decisione: taluni provvedimenti di natura meramente procedurale, le sentenze in materia di famiglia (annullamento del matrimonio, divorzio, presunzione di paternità, responsabilità parentale), decisioni in materia di visti,  sentenze relative a cause di valore inferiore a 4.000 EUR.

              6.2. Giurisdizione penale             

I tipi di ricorso sono gli stessi del settore civile. Un terzo tipo di impugnazione riguarda il caso in cui la prima e la seconda istanza abbiamo adottato decisioni divergenti. Davanti alla Corte non possono essere assunte nuove prove né può essere rivisto l’accertamento dei fatti. Il riesame si limita a questioni di diritto.

Il ricorso straordinario è ammesso, inoltre, nel caso in cui sia dichiarata dalla Corte costituzionale l’illegittimità di una norma che è stata applicata nel giudizio a quo o quando è stata constatata da una organizzazione internazionale per i diritti dell’uomo la violazione di una convenzione on human rights nel corso del procedimento.

Come nel sistema francese, è attribuita al pubblico ministero la   facoltà di impugnare una sentenza in «favour of legality».

             

7. Motivi di ricorso

Tutti i rimedi esperibili davanti alla Corte Suprema riguardano questioni di diritto, giammai il riesame dei fatti come accertati dalle istanze inferiori.

Qualora si tratti di riaprire il procedimento per l’assunzione di nuove prove, la Corte Suprema autorizza la revisione.

 

8.  Ricorrenti

              8.1 Giurisdizione civile

Tutte le parti interessate dalla sentenza possono impugnare, con la limitazione della necessità in ogni caso di assistenza legale.

8.2 Giurisdizione penale

Possono ricorrere l’imputato, il prosecutor, la parte privata (the private prosecutor), il difensore ed il legale rappresentante dell’imputato.  Il procuratore generale può impugnare la sentenza in favour of legality. La partecipazione al giudizio del difensore è obbligatoria.

 

9. Normativa di riferimento

La legge III del 1952 sul codice di procedura civile: appeal procedure (Chapter XII, Sections 233-259) e judicial review procedure (Chapter XIV, Sections 270-275).

La legge XIX del 1998 sul codice di procedura penale: appeal procedure (Chapter XIV), third instance appeal procedure (Chapter XV, Sections 385-401), judicial review procedure (Chapter XVIII, Sections 416-429), ricorso in favore della legalità (Chapter XIX, Sections 430-438).


11. Romania

 

Il sistema giudiziario è composto da tribunali, corti di appello e, al vertice, l’Alta Corte di cassazione e di giustizia.

La Costituzione prevede che l’Alta Corte di cassazione e di giustizia assicura «the uniform interpretation and application of the laws by all other courts, according to its competence».

 

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

1.1 Settore civile: 35 giudici e 20 referendari

1.2 Settore penale: 35 giudici e 18 referendari

 

2. Numero di Sezioni

              2.1 Civile: 1 (oltre 1 per la materia commerciale e 1 per quella tributaria e amministrativa).

2.2  Penale: 1

Con la legge n. 304 del 2004, la Corte è stata organizzata ratione materiae in una sezione «civil law and intellectual property», una sezione penale, una sezione commerciale e una sezione tributaria e amministrativa, nonchè un Panel di 9 giudici competenti in materia penale. Il collegio giudicante è formato da 9 giudici.

 

3. Numero dei ricorsi  

              3.1 Civile: nel 2005 n. 13.960; nel 2006 n. 7.934; nel 2007 n. 9.594.

Ricorsi inevasi giacenti ad inizio anno: nel 2005 n. 29.602; nel 2006 n. 6.906; nel 2007 n. 4.377.

A tali dati devono aggiungersi quelli relativi ai ricorsi di competenza delle altre sezioni: nel 2007, la camera commerciale ha ricevuto n. 4235 e quella tributaria- amministrativa n. 4626 ricorsi (le rispettive pendenze sono n. 2061 e n. 1949).

3.2 Penale: nel 2005 n. 7.953; nel 2006 n. 7.571; nel 2007 n. 6.755.

Ricorsi inevasi giacenti ad inizio anno: nel 2005 n. 1.716; nel 2006 n. 1.728; nel 2007 n. 1.338.

 

4. Numero di provvedimenti emessi   

              4.1 Civile: nel 2005 n. 22.696; nel 2006 n. 10.463 ; nel 2007 n. 8.514.

4.2. Penale: nel 2005 n. 7.941; nel 2006 n. 7.961; nel 2007 n. 6.895.

 

5. Esistenza di un filtro preliminare

Non esiste una procedura di filtro preliminare.

 

6. Provvedimenti impugnabili per cassazione

              6.1 Giurisdizione civile

Davanti alla sezione «civil law and intellectual property» sono impugnabili le decisioni emesse dalle corti appello e altre decisioni previste dalla legge.

              6.2 Giurisdizione penale

Sono ricorribili i provvedimenti emessi dalle giurisdizioni di  appello. La sezione criminale ha competenze penali in prima istanza (reati commessi da parlamentari, da alte cariche dello Stato, da funzionari di polizia) e le sue decisioni sono impugnate in grado di appello davanti al Panel di 9 giudici.

 

7. Motivi di ricorso

              7.1 Giurisdizione penale

Con ricorso possono essere fatti valere una serie di vizi processuali o sostanziali elencati nell’art. 385-9 c.p.p., tra i quali:

1. l’incompetenza,

2. non è stata tenuta l’udienza pubblica, nei casi in cui è  richiesta,

3. il processo è stato tenuto nell’assenza dell’imputato, del prosecutor, o del difensore, la cui presenza era obbligatoria,

4. la sentenza è priva di motivazione o la stessa è incomprensibile o contraria alla decisione adottata,

5. gli elementi costitutivi del reato non esistono o l’imputato è stato condannato per un reato non previsto dalla legge,

6. la pena è illegale o «wrongly individualized»,

7. bis in idem,

8. la decisione è contraria alla legge o la applica erroneamente,

9. grave errore di fatto,

10. abuso di potere da parte del giudice,

11. mancata citazione di una parte.

Alcuni vizi sono rilevabili ex officio, a condizione che vi sia sugli stessi un dibattito.

 

8. Ricorrenti

              8.1 Giurisdizione civile

Le parti processuali e intervenienti, i loro eredi e rappresentati legali, i difensori e il pubblico ministero, anche se non ha partecipato al processo.

8.2 Giurisdizione penale

Di norma, l’imputato, il pubblico ministero, le parti offese, la parte civile e il responsabile civile, nonché il difensore di una delle parti.

Inoltre, il ricorso può essere promosso anche dal rappresentante legale dei titolari del diritto di ricorso e, soltanto per l’imputato, anche dal coniuge.

 

9. Normativa di riferimento

La Costituzione all’art. 129 prevede che «judicial decisions may be appealed against by the parties concerned and by the Public Ministry, subject to the law».

In materia civile, la materia è regolata dal codice di procedura civile del 1865, che è stato più volte modificato. In materia penale, la materia è regolata dal codice di procedura penale.

 


12. Svezia

 

Il sistema giudiziario svedese è composto da tribunali di circoscrizione, da corti d'appello, e dalla Corte Suprema (HD).

Il compito principale della Corte Suprema consiste nel riesaminare le cause che possono avere importanza per l'evoluzione del diritto, ossia che siano tali da creare giurisprudenza.

La Suprema Corte è competente ad esaminare i ricorsi avverso le sentenze di secondo grado.

Le sue decisioni hanno valore di precedente, anche se non vincolano i giudici di merito.

Due componenti della Corte fanno parte full time del Council on Legislation, che esamina i disegni di legge prima della loro presentazione in Parlamento.

 

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

1 Presidente e 15 magistrati (Justices), di nomina governativa; vi sono poi 30 assistenti, che svolgono il lavoro preparatorio.

 

2. Numero di Sezioni

La Corte lavora in 2 sezioni, non specializzate, composte da 7 giudici. La composizione varia tre volte l’anno. I collegi sono composti da 5 giudici (o 7 nei casi più complessi). Esiste una specializzazione invece per gli assistenti.

 

3. Numero dei ricorsi  

Complessivamente pervenuti: nel 2005 n. 5.101; nel 2006 n. 5.249, nel 2007 n. 5.010.

 

4. Numero di provvedimenti emessi   

Sono disponibili solo i dati complessivi relativi al 2002 - 2004. Nel 2002 n. 4487; nel 2003 n. 4955; nel 2004 n. 5205 provvedimenti.

Pendenze: nel 2002 n. 1050; nel 2003 n. 1136; nel 2004 n. 1247 procedimenti.

 

5. Esistenza di un filtro preliminare

Il Code of Judicial Procedure del 1998 prevede un sistema di leave to appeal, preliminare per l’accesso alla Corte. L’autorizzazione è data se:

1.    è importante per l’interpretazione del diritto che la Corte decida l’appello;

2.    vi sono straordinarie ragioni perché la Corte si pronunci, come quando si tratta di riparare a sostanziali vizi o gravi errori procedurali o quando la decisione del giudice a quo è il risultato di palesi errori.

Il leave può stabilire quali parti della sentenza siano soggette ad impugnazione, ovvero quelle che riguardano questioni di «importance for the guidance of the application of law (precedent question)».

Il sistema di filtro porta ad una consistente limitazione dei casi decisi dalla Corte (il 2%, ovvero circa 120 casi l’anno).

La decisione sul leave è adottata da un solo giudice della Corte (93% dei casi). Solo in caso di dubbio sulla rilevanza della questione, la decisione è sottoposta ad una formazione di 3 giudici.

La decisione di rigetto del leave non è motivata, onde evitare che la spiegazione sulla questione di diritto possa costituire un precedente interpretativo per il futuro.

Una volta garantito il leave, il giudice stabilisce se il caso necessiti di un relatore (cosa che non accade sovente); diversamente, ritenendo il caso pronto per la decisione, fissa la data dell’udienza.

 

6. Provvedimenti impugnabili per cassazione

Il Chapter 54 del Code of Judicial Procedure prevede che sono impugnabili davanti alla Corte Suprema le decisioni delle corti di appello.

Vi è inoltre la possibilità, introdotta 1989, che sia il giudice distrettuale ad investire – con il consenso delle parti – la Corte «if the matter at issue is such that an out of court settlement on the matter is permitted». Con tale procedura è investita direttamente la Corte su una questione di diritto rilevante, manifestatasi in tale grado di giudizio. E’ comunque previsto il filtro del leave.

 

7. Motivi di ricorso

Nel ricorso, devono essere indicate le grounds in base alle quali il ricorrente considera la decisione della corte d’appello erronea. La Corte può esaminare anche questioni in fatto.

 

8. Normativa di riferimento

La Costituzione stabilisce che il diritto di accesso alla Corte Suprema può essere limitato dalla legge (Chapter 11). La materia del ricorso alla Corte Suprema è regolata dal Code of Judicial Procedure.

             

13.  Norvegia

 

Il sistema giudiziario è composto da County Court come giudici di prima istanza (District Courts, City Courts), da High Court o Crown Court che hanno competenze di appello e talvolta di primo grado e dalla Corte Suprema come ultima istanza.

L’uniformità della giurisprudenza è garantita dalla regola prevista sin dal 1926 (Plenumsloven, The Plenary Act), secondo cui nel caso due o più giudici della Corte Suprema intendono discostarsi dalla giurisprudenza della stessa devono rimettere il caso alla sessione plenaria.

 

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

1 Presidente e 18 giudici (Justices)

 

2. Numero di Sezioni

2 sezioni e 1 Appeals Selection Committee, coperti a rotazione. I collegi giudicanti sono composti da 5 giudici.

 

3. Numero dei ricorsi  

              3.1 Civile: nel 2005 n. 814; nel 2006 n. 925; nel 2007 n. 845.

3.2 Penale: nel 2005 n. 960; nel 2006 n. 1.002; nel 2007 n. 971.

 

4. Numero di provvedimenti emessi   

              4.1 Civile: la Suprema Corte ha deciso – dopo il filtro - nel 2005 n. 76; nel 2006 n. 89; nel 2007 n. 85 ricorsi.

Nel 2005 la durata media dei procedimenti davanti all’Appeals Selection Committee è stata di mesi 1,3; davanti alla Corte Suprema di mesi 6,9.

              4.2 Penale: la Suprema Corte ha deciso – dopo il filtro - nel 2005 n. 112; nel 2006 n. 79; nel 2007 n. 97 ricorsi.

Nel 2005 la durata media dei procedimenti davanti all’Appeals Selection Committee è stata di mesi 0,8; davanti alla Corte Suprema di mesi 3,4.

 

5. Esistenza di un filtro preliminare

I ricorsi sono esaminati da un Appeals Selection Committee della Corte Suprema, composto da 3 giudici.

Come prevede il codice di rito (artt. 323 c.p.p. e 373 c.p.c.), il Comitato deve dare il consenso all’appello, verificando se la questione ha un significato che va al di là del singolo caso o se ci sono altre ragioni particolarmente importanti perché il caso sia portato davanti alla Corte Suprema. La procedura è essenzialmente scritta.  Il rigetto deve essere dato all’unanimità.

 

6. Provvedimenti impugnabili per cassazione

              6.1 Giurisdizione civile

Le decisioni emesse dai giudici di appello. Nelle controversie di natura pecuniaria, vi è un limite di valore di NOK 100,000 (art. 357 c.p.c.).

              6.2 Giurisdizione penale

Sono ricorribili le decisioni emesse dai giudici di appello.

 

7. Motivi di ricorso

              7.1 Giurisdizione civile

La Corte ha ampia autorità per la revisione della sentenza, potendo rivalutare anche le prove raccolte nelle fasi precedenti.

              7.2 Giurisdizione penale

Diversamente, nel settore penale non è consentito il ricorso basato sull’errore nella valutazione della prova in caso di condanna (art. 306 c.p.p.).

 

8. Normativa

La Costituzione prevede all’art. 88 che la Corte Suprema è giudice di ultima istanza e che la legge può stabilire limitazioni al diritto di ricorso.

Nel settore civile la materia è regolata dal Dispute Act (“DA”) del 1915. Il codice di procedura civile è stato peraltro riformato nel gennaio 2008. La materia penale è regolata dal Criminal Procedure Act (“CPA”).


14. Finlandia

Il sistema giudiziario è composto da una Corte Suprema, corti di appello e corti distrettuali.

In base alla Costituzione, «justice in civil, commercial and criminal matters is in the final instance administered by the Supreme Court» (art. 99).

Funzione primaria della Corte Suprema è di assicurare, attraverso i suoi precedenti in casi di rilievo, l’uniformità nell’amministrazione della giustizia da parte delle corti inferiori. La stessa Corte è vincolata alle sue decisioni, come si desume dall’art. 16 delle Regole interne di procedura, che impone la sottoposizione della questione alla sezione plenaria quando la Corte intende discostarsi da un suo precedente.

Davanti alla Corte Suprema sono esperibili due ricorsi: l’appello e il ricorso straordinario.

La Corte Suprema ha anche la funzione di fare proposte di modifiche normative.

 

1. Numero dei magistrati addetti alla Corte Suprema

La Corte è composta da 1 Presidente e da 15 giudici.

 

2. Esistenza di un filtro preliminare

In base al chapter 30 del Code of Judicial Procedure, una decisione della corte di appello può essere impugnata per appeal davanti alla Corte Suprema solo se è accordato il leave to appeal. Tale autorizzazione può essere rilasciata solo in presenza di una di queste situazioni:

a)              «è importante portare il caso davanti alla Corte Suprema per una decisione riguardante l’applicazione della legge in altri casi simili o a causa dell’uniformità della giurisprudenza»,

b)              vi è stato un errore procedurale o altro errore, che può determinare l’annullamento della decisione,

c)              o vi è un’altra importante ragione per rilasciare il leave.

La dottrina distingue i tre criteri in: 1. «precendential argument»; 2. questioni basate sull’annullamento della decisione; 3. questioni basate su altre gravi ragioni.

Nella prassi è il primo motivo quello che di norma giustifica l’autorizzazione, mentre il secondo è limitato ai casi in cui vi sia la necessità di rettificare una decisione manifestamente erronea, irragionevole o iniqua.

Il ricorso viene trattato presso la Corte Suprema in due fasi: una di ammissibilità (leave to appeal) e una di merito.

La procedura è descritta dal Supreme Court Act del 1918. L’ammissibilità è decisa da 2 (talvolta 3) membri della Corte sulla base di una relazione fatta da un referendario. Qualora il ricorso sia dichiarato inammissibile, la decisione impugnata diviene definitiva. Il merito del ricorso è deciso da 5 giudici, sulla base di una relazione fatta da un referendario.

Per il ricorso straordinario, si prevede che la decisione di inammissibilità sia assunta con l’unanimità da una sezione di 3 giudici, in caso contrario il caso viene trasferito alla sezione ordinaria di 5 giudici. Le decisioni riguardanti misure cautelari o relative all’enforcement sono adottate da un solo giudice.

 

3. Provvedimenti impugnabili per cassazione

In base al chapter 30 cit., sono impugnabili con appeal davanti alla Corte Suprema «judgment and decision of the Court of Appeal». Il ricorso straordinario di cui al chapter 31 ha ad oggetto i final judgments.

 

4.  Motivi di ricorso

I motivi dell’appeal sono stati già descritti al n. 5.

Per quanto concerne il ricorso straordinario, il chapter 31 cit. stabilisce che una sentenza può essere annullata per «procedural error». I casi sono ivi descritti e attengono: alla composizione della corte; alla declaratoria di ammissibilità di un caso che doveva essere d’ufficio dichiarato inammissibile; all’ipotesi che la persona, giudicata in contumacia pur non avendo ricevuto la citazione, sia stata condannata o la persona, che non è stata ascoltata, abbia sofferto altri pregiudizi; la decisione della sentenza sia talmente confusa o deficitaria da non far risultare dalla stessa cosa sia stato deciso; o comunque deve trattarsi di altro errore che deve aver avuto una importanza decisiva sull’esito del processo. All’esito di tale ricorso, se la Corte verifica l’esistenza dell’errore, annulla la sentenza e rinvia il caso alla corte a quo perché sia nuovamente giudicato, fissando se del caso un termine.

Accanto al ricorso per errori di procedura, lo stesso chapter 31 prevede altri specifici casi di «Reversal of a final judgment» in penale e in civile. Si tratta di casi in cui la decisione è stata nel merito influenzata da alcune evenienze negative (condanna dei giudici per fatti connessi al processo; utilizzazione di false prove documentali o di false prove testimoniali o peritali; errore evidente nell’applicazione della legge). In linea generale, la Corte, se accoglie il ricorso e la decisione appare chiara, può decidere essa stessa il caso.

 

5. Normativa di riferimento

La Costituzione stabilisce che il right to appeal, come tutte le altre garanzie del fair trial sono regolate dalla legge (art. 21).

Il ricorso davanti alla Corte Suprema sia per le materie penali che per quelle civili è disciplinato dal Code of Judicial Procedure (ch. 30 e 31).

 


15. La giurisprudenza della Corte europea per i diritti dell’uomo

 

La Corte europea ha più volte affermato che «il ruolo delle giurisdizioni supreme è precisamente quello di regolare i contrasti della giurisprudenza» (Grande Camera, Zielinski et Pradal e Gonzalez e altri c. Francia, 28 ottobre 1999, § 59; Beian c. Romania, 6 dicembre 2007, §§ 37-39), «fonte di insicurezza giuridica che riduce la fiducia del pubblico nel sistema giudiziario», e di «fissare una interpretazione per il futuro» (Faltejsek c. Rep. Ceca, 15 maggio 2008, § 34).

In relazione al “right to the court”, di cui all’art. 6 par. 1 della Convenzione, la Corte europea ha precisato che il “right to access” ne costituisce un aspetto non assoluto nè privo di limitazioni, di guisa che, per quanto concerne le condizioni di ricevibilità di un ricorso, spetta allo Stato dettarne la regolamentazione con un certo margine di discrezionalità, con il limite tuttavia di non restringere le possibilità di accesso sino al punto di attentare alla sostanza del diritto stesso (Faltejsek c. Rep. Ceca, cit., § 31). Occorre, pertanto, un “ragionevole rapporto di proporzionalità” tra i mezzi impiegati e lo scopo perseguito.

In ordine all’accesso alle giurisdizioni supreme, la Corte ha stabilito che «in considerazione della natura speciale del ruolo della corte di cassazione, che è limitato alla verifica della corretta applicazione della legge, …la procedura seguita può essere più formale» (Levages Prestations Service c. Francia, 23 ottobre 1996, §§ 45-48; K.D.B. c. Paesi Bassi, 27 marzo 1998, § 38; Brualla Gómez de la Torre c. Spagna, § 37; Grande Camera, Meftha c. Francia, 26 luglio 2002, § 41). 
Relativamente alla procedura preliminare per l’ammissibilità del ricorso per cassazione, se in un primo tempo – nell’esaminare il sistema inglese di accesso alla Corte Suprema (leave to appeal) – la Commissione dei diritti dell’uomo aveva ritenuto che «quando una corte suprema, come l’House of Lords, conduce un esame preliminare del caso al fine di stabilire la sussistenza delle condizioni richieste per la ammissione del ricorso», non viene in applicazione l’art. 6, par. 1 della Convenzione (Porter c. Regno Unito, 9 novembre 1987), in seguito la stessa Corte, pur inserendo tali procedimenti nel campo di applicazione del citato art. 6, ha ritenuto compatibili con tale norma una serie di semplificazioni procedurali, manifestando un atteggiamento particolarmente flessibile in merito all'applicazione di alcune garanzie del fair hearing, così da lasciare un ampio margine discrezionale in capo alle autorità nazionali.  In particolare, la Corte ha più volte ripetuto che, se «l'articolo 6… non costringe le Parti ad istituire le Corti di cassazione, uno Stato che si doti di giurisdizioni di tale natura ha l'obbligo di provvedere a che gli utenti della giustizia godano, presso le medesime, delle garanzie fondamentali dell'art. 6» (tra le tante, Ekbatani c. Svezia, 26 maggio 1988, § 24; Khalfaoui c. Francia, 14 dicembre 1999, § 37). Peraltro, ha aggiunto che la compatibilità delle limitazioni previste dal diritto interno al diritto di ricorrere ad una corte dei cassazione «depends on the special features of the proceedings in issue», e che è necessario tener conto del ruolo svolto nel sistema giudiziario dall’alta corte, di guisa che le condizioni di ammissibilità di un ricorso su questioni di diritto «may be more rigorous than those for an ordinary appeal» (Běleš e Others c. Repubblica Ceca, 12 novembre 2002, § 62).

In tale prospettiva, la giurisprudenza di Strasburgo ha ritenuto più volte compatibili con l’art. 6 cit. le procedure di accesso che prevedono l'istituto della preventiva autorizzazione alla proposizione dell'appello (leave to appeal), ancorché non del tutto rispettose dei canoni del fair trial. Tali procedure hanno tra l’altro ricevuto un puntuale riconoscimento nell’Explanatory Report al Protocollo n. 7 come forme di review ai fini della garanzia prevista dall’art. 2 di quest’ultimo.

In particolare, in relazione alla procedura del leave to appeal, ricordando che la sua natura ed il suo significato devono essere valutati nel più ampio contesto dei sistemi processuali nazionali, alla luce anche della portata dei poteri conferiti alle giurisdizioni superiori e al modo con cui i procedimenti di impugnazione sono condotti, la Commissione europea (Webb c. Regno Unito, 2 luglio 1997) ha stabilito che, nel caso una corte suprema rifiuti di accettare un ricorso sulla base della mancanza nel caso di specie di legal grounds, «very limited reasoning may satisfy the requirements of Article 6 of the Convention». Pertanto ha ritenuto corretto che, a fronte di un pieno grado di appello, fosse stato rifiutato il leave senza dettagliate ragioni, in quanto era implicito («it must be apparent to litigants») che il loro caso non coinvolgeva una questione di grande e generale importanza o una grave ingiustizia, richiesti dalla legge per accedere alla Corte Suprema. Questa soluzione è stata fatta propria dalla Corte in altre decisioni riguardanti la procedura di leave to appeal davanti alla House of Lords (Nerva c. Regno Unito, 11 luglio 2000).

Per altro verso, la Corte ha censurato, sotto l'aspetto della legal certainty, quegli ordinamenti che, nel prevedere l’appeal on points of law, lasciano dipendere la decisione sulla sua ammissibilità interamente dall’opinione della corte suprema sulla configurabilità nel ricorso di una «questione di cruciale importanza» (Beles e altri c. Repubblica ceca, 12 novembre 2002, § 63).

In generale, sul piano delle semplificazioni del rito in cassazione, la Corte europea ha ritenuto non in contrasto con il «right to access» la mancanza di «dettagliate motivazioni quando sia adottata, nei casi previsti dalla legge, una decisione di irricevibilità di un ricorso, che non ha prospettive di successo» (Burg e altri c. Francia, decisione del 28 gennaio 2003; Menet c. Francia, 14 giugno 2005, § 35; De Franchis c. Francia, 6 dicembre 2007, § 26[13]), ovvero la sensibile riduzione del «grado di dibattito giuridico che riguarda il merito del ricorso» (Stepinska c. Francia, 15 giugno 2004, § 1; Sale c. Francia, 21 marzo 2006, § 19[14]).

Sulla previsione dell’assistenza obbligatoria di un legale nel procedimento in cassazione, la Corte ha ritenuto che tale limitazione in sé non è contraria all’art. 6 cit., essendo giustificata dalle peculiari caratteristiche del ricorso incentrato su questioni di diritto (Staroszcyk c. Polonia, 22 marzo 2007, § 108), così come ha ritenuto in linea con tale norma la previsione di un monopolio di difensori specializzati presso le corti supreme, in considerazione della «specificità della procedura dinanzi alla Corte di cassazione», pur aggiungendo che «questa specificità non può far sì che non sia offerto al richiedente in cassazione, al quale si riconosce nel diritto nazionale il diritto di difendersi personalmente, dei mezzi di procedura che gli garantiranno il diritto ad un processo equo dinanzi a questa giurisdizione» (Voisine c. Francia, 8 febbraio 2000, §§29-33).

In sede europea va ricordata anche la Raccomandazione del Comitato dei Ministri del CoE n. (95)5 del 1995 «concerning the introduction and improvement of the functioning of appeal systems and procedures in civil and commercial cases». Al fine di razionalizzare i sistemi delle impugnazioni anche per le materie civili (una volta intervenuto per quelle penali il protocollo n. 7), la Raccomandazione da un lato stabilisce il principio del diritto al judicial control, dall’altro consente alla legge nazionale di stabilire appropriate eccezioni, onde assicurare che l’appeal si concentri su determinate materie. A tal fine, la raccomandazione reputa opportuno escludere l’appeal sulla base del valore esiguo della causa (small claims), ovvero richiedere l’autorizzazione all’impugnazione (leave to appeal). Inoltre per arginare gli effetti negativi del ricorso abusivo all’impugnazione, la raccomandazione prevede che sia consentito una procedura di inammissibilità «in a simplified manner» (per es. senza un’udienza in contraddittorio con le altre parti), per i ricorsi manifestamente infondati o immotivati, con la previsione in tal caso di adeguate sanzioni. Per le giurisdizioni superiori (Role and function of the third court), la Raccomandazione ne riserva la competenza alle questioni che «potrebbero far sviluppare il diritto o contribuire ad una sua uniforme interpretazione». In tal senso, raccomanda di limitare i casi di accesso a tali giurisdizioni solo alle questioni concernenti «a point of law of general public importance». Qualora non siano in grado di accettare un sistema di autorizzazione all’impugnazione (leave to appeal), gli Stati dovrebbero comunque limitare i casi di accesso alle Corti supreme.

 

 

Il Direttore

(Giovanni Canzio)


[1] Le schede analitiche esposte nella presente relazione sono state redatte previo interpello dei magistrati della Rete giudiziaria europea di Eurojust, ai quali è stato sottoposto nell’aprile scorso il questionario riportato in nota. Peraltro, solo pochissimi Paesi hanno fornito le risposte richieste o le hanno corredate delle necessarie informazioni. Conseguentemente, la gran parte dei dati esposti sono il frutto di una ricerca condotta dai magistrati del Massimario prevalentemente sulla legislazione nazionale dei Paesi interessati, sulle pubblicazioni in dottrina e sulle informazioni fornite in via ufficiale dalle stesse Corti Supreme nazionali.
Prego rispondere alle seguenti domande riguardanti l’organizzazione della Vostra Corte Suprema e le caratteristiche del ricorso per cassazione:
1. Organico magistrati (specificando addetti al settore civile e al settore penale)
2. Numero delle Sezioni civili e penali
3. Numero dei ricorsi (penali e civili) all’anno (con riferimento agli ultimi tre anni)
4. Numero delle decisioni (penali e civili) all’anno (con riferimento agli ultimi tre anni)
5. Esistenza di un filtro preliminare (ammissibilità o altro) dei ricorsi e relativa procedura
6. Sentenze impugnabili per cassazione (in materia penale e civile)
7. Motivi di ricorso (in materia penale e civile)
8. Ricorrenti (parte processuale, difensore, difensore specializzato, altro)
9. Riferimenti normativi (anche costituzionali) ed eventuali riforme in atto che riguardano i temi suddetti (testi in francese o inglese).

 

[2] Die Revision ist zuzulassen, wenn

1. die Rechtssache grundsätzliche Bedeutung hat oder

2. die Fortbildung des Rechts oder die Sicherung einer einheitlichen Rechtsprechung eine Entscheidung des Revisionsgerichts erfordert.

[3] Beschluss des Plenums des Bundesverfassungsgerichts, 1 PbvU 1/02, 30 aprile 2003.

[4] http://www.bundesverfassungsgericht.de/entscheidungen/rk20040108_1bvr086403.html.

[5] Nello stesso senso 1 BvR 2262/03 del 9 marzo 2004.

[6] Lo standard è stato ridotto da una completa reexamination del caso alla correzione di errori fatti in prima istanza.

[7] Die Revision kann nur darauf gestützt werden, dass die Entscheidung auf der Verletzung des Bundesrechts oder einer Vorschrift beruht, deren Geltungsbereich sich über den Bezirk eines Oberlandesgerichts hinaus erstreckt.

[8] In base all’art. 564 ZPO, la Corte non deve motivare il rigetto se le irregolarità del procedimento non sono sostenute nel ricorso da buone ragioni.

[9] Artículo 24.

1. Todas las personas tienen derecho a obtener la tutela efectiva de los que jueces y tribunales en el ejercicio de sus derechos e intereses legítimos, sin que, en ningún caso, pueda producirse indefensión.

2. Asimismo, todos tienen derecho al Juez ordinario predeterminado por la Ley, a la defensa y a la asistencia de letrado, a ser informados de la acusación formulada contra ellos, a un proceso público sin dilaciones indebidas y con todas las garantías, a utilizar los medios de prueba pertinentes para su defensa, a no declarar contra sí mismos, a no confesarse culpables y a la presunción de inocencia.

La Ley regulará los casos en que, por razón de parentesco o de secreto profesional, no se estará obligado a declarar sobre hechos presuntamente delictivos.

[10] http://www.conseil-constitutionnel.fr/decision/1988/88157l.htm . «Que cette dernière disposition a trait à une voie de recours qui constitue pour les justiciables une garantie fondamentale dont, en vertu de l'article 34 de la Constitution, il appartient seulement à la loi de fixer les règles».

[11] «Their Lordships regard the use of precedent as an indispensable foundation upon which to decide what is the law and its application to individual cases. It provides at least some degree of certainty upon which individuals can rely in the conduct of their affairs, as well as a basis for orderly development of legal rules. Their Lordships nevertheless recognise that too rigid adherence to precedent may lead to injustice in a particular case and also unduly restrict the proper development of the law. They propose therefore to modify their present practice and, while treating former decisions of this House as normally binding, to depart from a previous decision when it appears right to do so.  In this connection they will bear in mind the danger of disturbing retrospectively the basis on which contracts, settlements of property and fiscal arrangements have been entered into and also the especial need for certainty as to the criminal law.  This announcement is not intended to affect the use of precedent elsewhere than in this House».

[12] http://www.trybunal.gov.pl/eng/summaries/documents/SK_23_02_GB.pdf

[13] La Corte ha ritenuto sufficiente motivato il provvedimento di inammissibilità recante la formula «there is no legal or well-founded ground of appeal to the Court of Cassation» in Goru c. Grecia, 14 giugno 2007, § 17.

[14] «De l’avis de la Cour, dès lors qu’un pourvoi est orienté vers une formation de non-admission et qu’il se conclut par une décision de non-admission rendue par une telle formation, le degré de débat juridique portant sur le mérite du pourvoi s’en trouve sensiblement réduit puisque, selon les termes mêmes de l’article L. 131-6 précité, la formation de trois magistrats de la chambre à laquelle l’affaire est attribuée «statue lorsque la solution du pourvoi s’impose», que celui-ci relève des pourvois irrecevables ou de ceux manifestement dénués de fondement (ce qui revient d’ailleurs au même)».


 

 


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