Descrizione
L’Autore col “pre-testo” di un caso professionale accantona la saggistica tecnica, per esplorare i confini del probabilismo e del possibilismo (dell’impossibile), nell’antidoto di letture che spaziano dalle teorie scientifiche (dall’antichità alla fisica quantistica) a quelle filosofiche, sociologiche, psicologiche e spirituali-religiose. Un altro “pre-testo” per compiere un viaggio, perché nessuna teoria può superare la vita. È un viaggio intellettuale e umano, incarnato in poliedriche esperienze, in diversi tempi-spazi, che mostra i limiti delle nostre “cornici”, esortando ad assumere l’imprevedibilità, i misteri e le contraddizioni di una «vera vita». Occorre iniziare in disaccordo con la cosiddetta “normalità”, ascoltando e relazionando le cose più disparate: fatti, accadimenti, ricordi, immagini, sensazioni, premonizioni, flashback, dejà vu, sincronismi, sogni, miracoli. In una spiritualità che ci “chiama”, assieme al nostro genius, daimon o angelo. Un seguire o abbandonarsi al proprio destino, al vivere (sentire, pensare, immaginare, ecc.) fuori dalle abitudini, attraversando i propri “deserti” – malattie, dolori, lutti, ingiustizie, ecc. – che ci spinge “fuori” da noi e dal mondo: nell’incertezza. Non siamo soli in questo cammino. Nell’invisibilità siamo più visibili, con gli errori miglioriamo, con la comprensione e l’intuizione superiamo la logica e le barriere categoriali, gli schemi, i filtri. Torniamo bambini fuori dai saperi accumulativi, totalizzanti e rettilinei. Dentro la storia e il mondo non restiamo però innocui: la realtà va attraversata (trascesa?), nella fusione tra razionale e irrazionale, tra il male e il bene e di tutte le opposizioni. Sono sintomatiche le prefazioni di autori di diversa estrazione culturale: un professore emerito di sociologia, esperto internazionale in criminologia, stimolante e pugnace scrittore e convegnista; un originalissimo professore universitario di fisica a Yokohama (Giappone) che ivi pratica la ricerca scientifica; un “vero” professore di filosofia ai licei, impegnato saggista e pubblicista; un direttore provinciale rifiuti e bonifiche che legge la disciplina tecnica fuori dai clichè; un affermato professore di diritto comparato, attivissimo in più Paesi europei. Ciò testimonia la sincreticità dello scritto, mettendo assieme prospettive e posizioni diverse, tentando di dare un “senso” alle tante teorie, ma soprattutto alle contraddizioni, alle apparenti “stranezze” e ambiguità, che emergono dalle storie anomale o straordinarie che inframezzano il testo. Al lettore si chiede uno sforzo di empatia.
I limiti della conoscenza, il mistero della realtà, le domande della fede. Un bilancio intellettuale e spirituale in cui l’esperienza di una vita si misura con ciò che sfugge alla ragione. Che cosa resta di ciò che abbiamo conosciuto, costruito, creduto, quando la vita ci riconduce alle sue domande essenziali? E quanto della realtà che pretendiamo di comprendere rimane, in verità, fuori dal nostro sguardo? In La mediocrità della cornice, Alberto Pierobon raccoglie queste inquietudini in un’opera che è insieme riflessione filosofica, interrogazione spirituale e bilancio esistenziale. Un libro maturato lungo oltre quarant’anni di esperienza professionale e umana, nel quale il sapere accumulato non diventa approdo rassicurante, ma occasione per rimettere in discussione le proprie certezze. Il punto di partenza è concreto: le bonifiche ambientali, il diritto, la tecnica, le decisioni pubbliche. Ambiti nei quali Pierobon, già assessore della Regione Siciliana e consulente ambientale di lungo corso, ha sperimentato la distanza tra la complessità del reale e gli strumenti chiamati a governarla. Norme, modelli, statistiche e previsioni ordinano il mondo, ma inevitabilmente lo riducono. La cornice consente di vedere, e insieme delimita ciò che possiamo vedere. Il rischio è dimenticarne i confini, scambiando la rappresentazione per la realtà, la procedura per la verità, il calcolo per il giudizio. Da questa consapevolezza prende forma una riflessione che oltrepassa la dimensione professionale. Nel confronto con la filosofia, il pensiero scientifico e la fisica quantistica, Pierobon interroga l’ambizione moderna di conoscere per dominare, risalendo fino a Francesco Bacone e misurandosi con le contraddizioni di una razionalità che, mentre accresce il proprio potere, rischia di smarrire il senso del limite. Ma è soprattutto sul terreno dell’esistenza che il libro trova la sua tensione più profonda. La domanda su ciò che possiamo conoscere si trasforma nella domanda su ciò che siamo, su ciò in cui crediamo e sul significato ultimo del nostro passaggio nel mondo. La dimensione spirituale e religiosa attraversa così la riflessione, aprendo uno spazio nel quale ragione e fede, conoscenza e mistero, finitezza e trascendenza tornano a interrogarsi reciprocamente. Affiora, in questo percorso, anche una trama autobiografica. Le inquietudini della giovinezza riemergono nello sguardo dell’uomo maturo; le esperienze pubbliche e professionali si intrecciano con la memoria privata; ciò che sembrava acquisito torna a farsi domanda. Non c’è la pretesa di ricomporre ogni contraddizione, né di consegnare al lettore una verità definitiva. Piuttosto, il tentativo di riconoscere, attraverso il tempo vissuto, quanto rimanga irriducibile a ogni sistema di spiegazione. La mediocrità della cornice è dunque anche un libro sul limite: quello del sapere, delle istituzioni, delle rappresentazioni e, più radicalmente, dell’uomo di fronte al mistero. Un invito a non confondere la precisione degli strumenti con la profondità della comprensione, a conservare il dubbio senza rinunciare alla ricerca, a riconoscere che non tutto ciò che conta può essere misurato. Un bilancio che non chiude, ma riapre. Perché forse il senso di una vita non risiede nelle risposte che ha saputo dare, ma nelle domande che, nonostante tutto, ha avuto il coraggio di custodire.
Alberto Pierobon – È nato a Cittadella (PD) nel 1961. È autore-curatore-coautore di diciotto volumi relativi all’ambiente, ai servizi pubblici, alla contrattualistica, all’organizzazione pubblica, ecc. Ha svolto intensa attività professionale (privata e pubblica), assumendo altresì incarichi istituzionali: componente di Commissariato di Governo interregionale; Sub-Commissario governativo per l’emergenza rifiuti in Campania; Commissioni ministeriali su ambiente, rifiuti e bonifiche; Consigli di Amministrazione di aziende pubbliche e di utilities; Assessore tecnico esterno della regione Siciliana, ecc. Ama mettersi in gioco nelle diverse esperienze, non senza apparenti contraddizioni e stranezze, ecletticamente impegnandosi fuori da appartenenze e condizionamenti di scuderia. È allergico agli stupidi, ai maleducati e agli imbroglioni.





